Nauticsud tra innovazione e crisi: il bivio di Manfredi per salvare il diporto “popolare”
CRONACA
11 febbraio 2026

Nauticsud tra innovazione e crisi: il bivio di Manfredi per salvare il diporto “popolare”

metropolisweb

Il Nauticsud arriva al suo giro di boa in un clima di profonda incertezza, dove la brillantezza delle imbarcazioni esposte alla Mostra d’Oltremare stride con la realtà asfissiante che si respira lungo le banchine. Il salone, pur confermandosi vitale per l’interesse degli armatori — superiore persino a quello registrato nell’ultima edizione del Boot di Düsseldorf — deve fare i conti con un mercato nazionale e internazionale in flessione. Ma se il calo delle vendite è un fenomeno globale, a Napoli e nel suo hinterland la crisi ha radici ben più profonde, legate a una carenza di infrastrutture che sta assumendo i contorni di un’emergenza sociale per il comparto.

Il vero nodo del faccia a faccia programmato per domani tra il sindaco Gaetano Manfredi e il presidente di Afina, Gennaro Amato, non sarà solo il riposizionamento temporale della fiera, ma la sopravvivenza stessa della nautica “no-luxury”. La saturazione dei posti barca, infatti, non è più un problema limitato al capoluogo: in tutta la provincia, da Pozzuoli fino al litorale domizio e alla penisola sorrentina, le aree di ormeggio sono diventate fortezze inaccessibili. Con circa 52.000 natanti in circolazione nel Golfo a fronte di appena 7.000 posti autorizzati, la pressione è insostenibile. Il risultato è un’esplosione dei prezzi che ha reso l’ormeggio un lusso proibitivo, espellendo di fatto la classe media e i piccoli diportisti che possiedono imbarcazioni tra i 6 e i 12 metri.

Senza una risposta politica immediata sul fronte delle tariffe e della creazione di nuove Marine — con i progetti per Bagnoli, Mergellina e il molo San Vincenzo che restano le uniche speranze all’orizzonte — il rischio è la paralisi produttiva dei cantieri campani, leader proprio nel segmento dei natanti. Non bastano le eccellenze tecnologiche, come il nuovo gommone PY 120 GS da 70 nodi o i sistemi ecologici “Titano” per abbattere le emissioni, se chi acquista una barca non sa dove metterla o deve affrontare costi di gestione sproporzionati rispetto al valore del mezzo. L’incontro di domani dovrà dunque tracciare una rotta chiara: o si liberalizzano nuovi specchi acquei con tariffe calmierate, o il Nauticsud rischia di trasformarsi in una vetrina di sogni destinati a restare tristemente in secca.