Sanità, l’allarme di Nursing Up: aumento di malattie croniche ma assenza di infermieri
BENESSERE
11 febbraio 2026

Sanità, l’allarme di Nursing Up: aumento di malattie croniche ma assenza di infermieri

Serena Uvale

L’Italia è uno dei paesi più anziani d’Europa e di conseguenza, uno di quelli che necessiterebbe di maggiori bisogni assistenziali, soprattutto sul fronte della cronicità. Questo è il grande problema messo in evidenza dal sindacato Nursing Up: invecchiamento rapido e aumento delle patologie croniche che però, non trovano riscontro nella capacità del sistema di garantire assistenza continua.

Secondo il Ministero della Salute in Italia, oltre il 40% della popolazione soffre di patologie croniche mentre i dati epistemologici confermano che tra gli anziani la quota supera il 60% e i dati sono in aumento per gli anni successivi. Malattie cardiovascolari, diabete o patologie respiratorie e oncologiche sono le più diffuse e risultano in aumento anche le malattie neurodegenerative. Il quadro presentato rivela la necessità di un sistema di assistenza pronto ad accompagnare le persone nelle fasi più critiche delle malattie; tuttavia, questa necessità non riesce ad essere soddisfatta dall’assistenza sanitaria disponibile che non dispone di un numero adeguato di infermieri. Mentre la domanda di cura cresce (ad oggi sono oltre 4 milioni le persone non autosufficienti che richiedono cure continuative) l’assenza di un adeguato numero di infermieri continua ad essere costante, nonostante l’aumento delle risorse economiche.

Nursing Up mette in evidenza la necessità di un rafforzamento strutturale del numero degli infermieri, che sono le figure maggiormente a contatto con i pazienti. Secondo le analisi e gli studi elaborati dal sindacato, basati sul confronto con gli standard europei, mancano oggi circa 175mila infermieri per garantire livelli di assistenza adeguati. Una carenza strutturale che incide direttamente sulla qualità delle cure, sulla sicurezza dei pazienti e sulla sostenibilità dei servizi. Antonio De Palma, presidente di Nursing Up si è esposto così sulla vicenda: «Quando parliamo di assistenza, parliamo di presenza, continuità e relazione. Senza un numero adeguato di professionisti dell’assistenza e senza un riconoscimento chiaro del ruolo dell’infermiere, la qualità delle cure diventa una variabile casuale». Secondo il sindacato quindi, il problema non sarebbero gli infermieri ma i modelli organizzativi che non tengono conto dei carichi assistenziali reali, dell’impatto emotivo della professione e della necessità di conciliazione tra vita e lavoro, finendo per indebolire proprio il cuore dell’assistenza: la professione infermieristica di base.

In sostanza, le richieste di Nursing Up sono un rafforzamento strutturale del numero degli infermieri, colmando il divario rispetto agli standard europei; politiche nazionali omogenee per ridurre le disuguaglianze territoriali; valorizzazione delle competenze professionali e umane dei professionisti dell’assistenza; investimenti sulla continuità assistenziale, inclusi i percorsi nelle fasi avanzate della malattia.

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