Sanità privata in Campania, i sindacati: “Contratti scaduti da 13 anni”
CRONACA
11 febbraio 2026

Sanità privata in Campania, i sindacati: “Contratti scaduti da 13 anni”

Carmen Caldarelli

Sale la tensione nel comprato della sanità privata, delle RSA e dei centri di riabilitazione in Campania, dopo settimane di silenzio istituzionale e il mancato avvio del tavolo di confronto per i rinnovi contrattuali, Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl hanno proclamato ufficialmente lo stato di agitazione.

Il cuore della protesta risiede in un blocco contrattuale che, in alcuni casi, dura da oltre un decennio ed ora migliaia di operatori sono pronti alla mobilitazione contro uno stallo che mette a rischio la tenuta del sistema sociosanitario regionale.​

«Parliamo di professionisti che garantiscono servizi essenziali ai più fragili con contratti scaduti da otto, dieci e perfino tredici anni. Senza prospettive di rinnovo o adeguamento salariale, il settore sta perdendo ogni attrattività». Queste sono le parole di Vincenzo Tprino, sub commissario Uil Fpl Napoli Campania, che descrive chiaramente quanto la situazione sia allarmante.

Il problema non è solo la dignità del lavoro, ma la sopravvivenza stessa delle strutture. Il divario retributivo rispetto alla sanità pubblica è diventato insostenibile, infatti, un infermiere nel settore privato può arrivare a guadagnare fino a 500 euro in meno al mese rispetto a un collega nel pubblico. Questa disparità sta alimentando un turnover costante, con il personale che abbandona le strutture accreditate non appena si presenta un’opportunità nel Servizio Sanitario Nazionale.

​La strategia dei sindacati non si fermerà alle sole manifestazioni di piazza ma in coerenza con la linea nazionale, verranno attivata anche delle altre richieste formali per delle verifiche ispettive sulle dotazioni organiche effettive, degli accertamenti sui requisiti di accreditamento ed un controllo delle condizioni operative dichiarate dalle strutture.

Tutto ciò ha un duplice obiettivo, tutelare i diritti dei lavoratori e garantire la sicurezza dell’utenza.

La critica sindacale punta il dito anche contro la politica, il Ministero della Salute, la Conferenza della Regioni e, nello specifico quella della Regione Campania, sono chiamati dunque a esercitare una pressione decisa su Aiop e Aris, le associazioni datoriali che gestiscono le strutture utilizzando risorse pubbliche.

​«La nostra disponibilità al confronto resta ferma — conclude Torino — ma non tollereremo più rinvii o mancate assunzioni di responsabilità».​

Nei prossimi giorni verrà quindi ufficializzato un calendario di mobilitazioni che coinvolgerà l’intero territorio regionale. La protesta punta a rompere il silenzio delle controparti datoriali per ottenere finalmente quel “giusto riconoscimento” che un comparto essenziale per la cura dei cittadini attende da troppo tempo.