Violenza digitale e Deep Fake: la nuova frontiera della tutela per le donne nel piano del Governo
CRONACA
11 febbraio 2026

Violenza digitale e Deep Fake: la nuova frontiera della tutela per le donne nel piano del Governo

la Campania continua a registrare numeri preoccupanti, posizionandosi ai vertici nazionali per numero di chiamate al numero di emergenza 1522 e per denunce legate a maltrattamenti e atti persecutori
Raffaele Vitiello

Il contrasto alla violenza di genere si sposta sempre più sul terreno digitale, una frontiera dove le ferite non sono meno profonde di quelle fisiche. Durante l’ultimo question time alla Camera, la Ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, ha tracciato il perimetro di un impegno governativo che vede nell’innovazione legislativa l’arma principale. Il punto di svolta è rappresentato dalla legge sull’Intelligenza Artificiale approvata nel 2025, un provvedimento d’avanguardia che introduce tutele penali specifiche contro la diffusione illecita di contenuti manipolati. L’obiettivo è chiaro: colpire chi utilizza la tecnologia per umiliare o ricattare le donne attraverso la creazione di materiale pedopornografico o compromettente artificiale, colmando un vuoto normativo che fino a poco tempo fa lasciava le vittime scoperte di fronte alla velocità della rete.

 

Dall’Europa al “Datalake”: i nuovi strumenti di monitoraggio
La strategia italiana si muove in sinergia con le direttive comunitarie. Nei prossimi mesi è infatti previsto il recepimento della direttiva UE 2024/1385, un atto fondamentale che estende la protezione contro la condivisione non consensuale di materiale intimo e lo stalking online. Sul fronte interno, la sfida si vince anche con i numeri e la tecnologia. Il Ministero della Giustizia ha implementato il progetto “Datalake Giustizia”, un sistema avanzato di analisi dei dati che entro il 2026 permetterà di monitorare in tempo reale i procedimenti penali, inclusi quelli legati ai Deep Fake. Questo approccio basato sui dati, che vede anche la collaborazione dell’Istat e dell’Unar per lo studio dell’hate speech di genere, mira a trasformare la prevenzione da concetto astratto a politica di sicurezza concreta e misurabile.

 

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Il focus territoriale: la criticità della Campania
Se a livello nazionale la cornice normativa si rafforza, i dati territoriali confermano l’urgenza di questi interventi, specialmente in contesti complessi come quello della Campania. Secondo le ultime rilevazioni dell’Osservatorio Regionale sulla Violenza contro le Donne e i rapporti della Polizia di Stato, la Campania continua a registrare numeri preoccupanti, posizionandosi ai vertici nazionali per numero di chiamate al numero di emergenza 1522 e per denunce legate a maltrattamenti e atti persecutori. In particolare, si osserva una crescita dei reati di “cyber-stalking” e di diffusione non consensuale di immagini nel napoletano e nel casertano, dove la pervasività dei social media diventa spesso uno strumento di controllo e sopraffazione. In questa regione, il potenziamento dei centri antiviolenza e la formazione degli operatori — come previsto dal nuovo “Libro Bianco” citato dalla Ministra — diventano tasselli vitali per intercettare il sommerso e offrire alle vittime una via d’uscita sicura.

 

Un Piano strategico per la prevenzione e il futuro
La prevenzione non passa però solo dalle aule di tribunale, ma anche dalla formazione e dal supporto sociale. Il nuovo Piano strategico anti-violenza punta proprio su azioni coordinate che coinvolgono il decreto Caivano per la protezione dei minori online e una collaborazione trasversale con la Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio. La sfida del Governo è quella di restare al passo con un fenomeno in continua evoluzione, dove la violenza psicologica digitale può precedere o affiancare quella fisica. Resta fondamentale, in questo scenario, il monitoraggio costante e la capacità di aggiornare strumenti come la legge 53/2022 sulle statistiche di genere, affinché nessuna donna, né nel mondo fisico né in quello virtuale, debba sentirsi lasciata sola.