Alisson Santos: «Un sogno essere qui. Con Conte crescerò»
Il nuovo volto del Napoli, Alisson Santos, si è presentato ufficialmente ai microfoni di Radio CRC, condividendo le prime impressioni sulla sua avventura in maglia azzurra. Tra ambizione, spirito di sacrificio e l’emozione dell’esordio, il brasiliano ha mostrato di avere già le idee chiare sul suo futuro all’ombra del Vesuvio.
L’emozione del Maradona e l’esordio Nonostante il debutto sia stato macchiato da un risultato di squadra poco soddisfacente, Alisson non nasconde l’emozione di aver calcato il prato del “Maradona” da giocatore di casa. “Essere qui è un sogno,” ha dichiarato, ricordando come avesse già conosciuto lo stadio da avversario con lo Sporting. La passione del tifo partenopeo lo ha colpito profondamente, alimentando la sua voglia di riscatto: “Sono ambizioso e non mi piace perdere, avrei voluto passare il turno.”
Identità tattica e il rapporto con Conte Il giocatore si è descritto come un elemento offensivo moderno: ama il dribbling, l’assist e il gol, ma sottolinea l’importanza della fase difensiva, un dogma fondamentale nel calcio di Antonio Conte. Proprio sul tecnico, Alisson ha speso parole di grande stima: Apprendimento: “Sto imparando molto da lui e dallo staff. Mi hanno spiegato subito come integrarmi nel gioco della squadra.” Adattamento: “Il passaggio dal campionato portoghese a quello italiano richiede un salto di qualità in termini di intensità e tecnica, aspetti su cui il calciatore sta lavorando quotidianamente”. Vita privata e integrazione. Fuori dal campo, Alisson si descrive come un ragazzo tranquillo, amante dei videogiochi e della musica “good vibes”. In attesa che la famiglia lo raggiunga, si sta concentrando sullo studio della lingua italiana (seppur con qualche difficoltà iniziale) e sulla scoperta di una città che lo ha già fatto sentire a casa.
Freddezza dal dischetto Un passaggio importante ha riguardato la sua sicurezza nei momenti chiave, come i calci di rigore: “Lavoro ogni giorno per essere pronto. Al momento del tiro sentivo la fiducia dei compagni.” Un segnale di leadership silenziosa che potrebbe tornare molto utile nel prosieguo della stagione.

