Napoli, la rabbia di Conte: tra VAR, infortuni e provocazioni
SPORT
12 febbraio 2026

Napoli, la rabbia di Conte: tra VAR, infortuni e provocazioni

Giorgio Cinque

Dopo la cocente eliminazione in Coppa Italia da parte del Como di Fabregas, Antonio Conte ha mostrato tutta la sua rabbia e la sua frustrazione nella conferenza stampa post-partita. Tra infortuni, arbitraggi e sfoghi personali il tecnico leccese non si è trattenuto, ribadendo tutte le difficoltà di una stagione più che travagliata per il suo Napoli. Il tema più caldo della serata, ovviamente, non poteva non essere l’arbitraggio di Manganiello. Prima il rosso non dato a Ramon nel primo tempo per DOGSO su Hojulnd, interpretandolo solo come fallo da ammonizione, e poi il secondo giallo non dato nel secondo tempo allo stesso Ramon, sempre per un fallo su Hojlund, hanno creato non poche polemiche. “Non è una buona stagione per gli arbitri e i Var, spero che possano trovare il modo di migliorare perché tutti si lamentano, non si parla di singoli. Serve uno step in avanti, perché così come miglioriamo le squadre è giusto che Rocchi migliori anche gli arbitri. Non va bene per il calcio in generale” ha affermato Conte. Uno sfogo comprensibile visti i numerosi episodi a sfavore che il Napoli ha dovuto affrontare in questa stagione, rigori compresi. Infatti, gli azzurri sono la squadra ha subito più rigori contro in questa stagione di Serie A, alcuni dei quali molto dubbi. In seguito l’allenatore ha voluto ancora sottolineare l’impatto che gli infortuni hanno avuto nella gestione delle partite: “I giocatori vanno elogiati, perché stiamo andando oltre le potenzialità attuali, oggi abbiamo poche risorse e non c’entrano nulla con le ambizioni che avremmo voluto avere. Qualsiasi squadra farebbe fatica nelle nostre condizioni. Complimenti ai tifosi che continuano ad apprezzare il nostro impegno, nonostante tutto siamo arrivati a un centimetro dalla qualificazione”. Oltre a ciò Conte ha ribadito che alcuni infortuni gravi, come quelli di Lukaku, di Anguissa e di De Bruyne fossero impossibili da prevedere, e che le ultime assenze si sono aggiunte ad uno scenario già molto critico. Scenario reso ancora più avvilente a causa del mercato a saldo 0. Infine, non si può non citare il gesto che ha fatto più discutere. Un “due” mimato con la mano da Conte, seguito da una citazione di Mourinhana memoria, accompagnato da una risposta molto netta alle critiche: «Due anni, scudetto e Supercoppa. Adesso, ogni volta che verrò in conferenza mi metto così(mimando il 2 con la mano) ed elenco le squadre che, come diceva un allenatore, hanno zero titoli, ok? Grazie». La domanda ora è: sfogo giusto quello degli “zero titoli”, o un gesto puramente provocatorio per portare acqua al proprio mulino ? Chi può dirlo, ma conoscendo il personaggio Antonio Conte  possiamo immaginare le sue intenzioni. Sicuramente, il voler ribadire con forza che la sua squadra sta andando oltre i propri limiti, soprattutto fisici, in questo momento è molto lecito.