Palermo, solo musica niente rumori esterni
Auricolari in-ear essenziali ma completi: isolamento, versatilità ad un prezzo che sorprende
#URBANISTA, TECNOMANIA
12 febbraio 2026

Palermo, solo musica niente rumori esterni

Gennaro Annunziata

Quando proviamo degli auricolari in-ear pensati per l’uso quotidiano, la domanda che ci poniamo è sempre la stessa: riusciranno davvero a stare al passo con il nostro ritmo frenetico di vita, fatto di spostamenti continui, ambienti di lavoro condivisi, call improvvise e, inevitabilmente, un po’ di caos? La promessa che i Palermo di Urbanista fanno è chiara: offrire un ascolto continuo e pulito, isolandoci dai rumori esterni senza che gli auricolari diventino degli oggetti “delicati”, da usare solo in condizioni ideali. Il loro approccio è urban nel senso più pieno del termine. Non siamo davanti a un prodotto che cerca di stupire con soluzioni eccentriche o funzioni da esibire in scheda tecnica, ma a un modello che punta su comfort, immediatezza e affidabilità nella vita di tutti i giorni, in una fascia di prezzo dove la cancellazione attiva del rumore è spesso più una dichiarazione d’intenti che una realtà tangibile.

Un dettaglio interessante è l’impostazione essenziale della confezione di vendita: la dotazione è essenziale, con scelte sobrie anche sul fronte dei materiali. Il packaging utilizza carta riciclata ed elimina la plastica, mentre il cavo di ricarica non è incluso per ridurre rifiuti elettronici superflui.

La prima cosa che visivamente ci colpisce è quanto tutto sia compatto. La custodia (65 x 50 x 26 mm) entra in tasca senza creare quel rigonfiamento fastidioso che, alla lunga, spinge a lasciarla nello zaino o sulla scrivania. Tenuta in mano comunica una certa cura: finiture opache, linee morbide, un gusto per l’oggetto “pulito” che non vuole attirare impronte e graffi già al primo giorno. L’impressione è che sia stata progettata per essere presa e riposta decine di volte al giorno. Il coperchio si apre con naturalezza, l’alloggiamento degli auricolari ne guida intuitivamente il posizionamento e, soprattutto, il case non appare come un semplice accessorio, ma come parte integrante dell’esperienza d’uso.

Indossando gli auricolari si comprende il senso delle loro forme arrotondate. La sagoma è “organica”, quasi come un ciottolo levigato, e questa scelta non è solo estetica: aiuta a distribuire i volumi, evita spigoli fastidiosi e facilita il posizionamento stabile nell’orecchio. Gli auricolari sono leggeri (5 g), e nella pratica questo significa che dopo qualche minuto smettiamo di pensarci.

Quello che più conta è però cosa succede dopo un’ora, dopo due, dopo un viaggio lungo. La risposta è positiva: non sentiamo mai pressione eccessiva e non compare quel fastidio tipico di alcune in-ear troppo invasive. In questo, la forma arrotondata e la leggerezza lavorano insieme. È il tipo di comfort che non fa notizia, ma che decide se un prodotto resta o meno nella nostra routine.

La vestibilità non è magia: è il risultato di un equilibrio tra dimensioni (31 x 24 x 25 mm), peso e gommini. La dotazione di inserti in silicone di varie misure (S, M, L) permette di trovare il compromesso ideale tra isolamento passivo e comfort.

Una volta scelta la taglia giusta, i Palermo restano saldamente al loro posto anche camminando a passo svelto o salendo e scendendo dai mezzi, senza richiedere continui micro-aggiustamenti. In un prodotto pensato per la città, è un dettaglio enorme, perché gli auricolari che scivolano trasformano ogni ascolto in una piccola seccatura.

I controlli touch sono uno di quegli aspetti in cui molti auricolari economici inciampano: tocchi che non vengono riconosciuti, comandi troppo sensibili o gesti poco intuitivi. Qui, invece, l’esperienza è più lineare. La superficie esterna è facilmente raggiungibile, i tocchi vengono riconosciuti con costanza e, cosa più importante, non serve “spingere” l’auricolare nell’orecchio per comandarlo, evitando così quella fastidiosa sensazione di pressione che compromette comfort e isolamento.

Nell’uso quotidiano questa immediatezza fa davvero la differenza. Cambiare modalità di ascolto, gestire una chiamata, fermare una traccia per parlare con qualcuno: sono micro-azioni che si ripetono di continuo. Se funzionano, gli auricolari diventano naturali; se non funzionano, rischiano di finire nel cassetto. Dopo diversi giorni di prova, possiamo dire di esserci ritrovati a usarli senza pensarci, e questo è forse il miglior complimento possibile.

L’ANC è uno dei motivi per cui i Palermo attirano l’attenzione dei potenziali acquirenti, soprattutto perché l’attenuazione dichiarata arriva fino a 30 dB. Nella pratica, il comportamento è quello che ragionevolmente ci si aspetta da un’implementazione ben fatta nella fascia entry-level: lavora bene sulle frequenze basse e medio-basse, cioè quel ronzio continuo che ci sfinisce in metropolitana, in autobus, in treno o in un ufficio con climatizzatore acceso.

Quando l’ANC è attivo, il rumore di fondo scende di livello e l’ascolto diventa più rilassato. Non è l’effetto “camera anecoica” dei modelli top di gamma, e non ce lo aspettavamo: le voci, per esempio, non scompaiono del tutto. Una conversazione vicina e animata può ancora farsi strada, soprattutto se siamo in un vagone affollato. Questo, a dire il vero, non è necessariamente un limite: per molti, mantenere un minimo di consapevolezza ambientale è una questione di sicurezza, e soprattutto in città non sempre è un bene essere isolati dal mondo.

In ogni caso l’ANC migliora davvero la qualità d’ascolto. Si può tenere il volume più basso, cogliere meglio i dettagli e, soprattutto, arrivare a fine giornata senza quella stanchezza tipica di chi “combatte” contro il rumore alzando costantemente il volume.

Nell’uso quotidiano, la modalità trasparenza può essere addirittura più importante dell’ANC. La si utilizza per ordinare un caffè, ascoltare un annuncio in stazione o parlare con un collega senza togliere gli auricolari. I Palermo la gestiscono in modo efficace: l’ambiente entra, le voci diventano comprensibili e possiamo interagire senza quel gesto ripetuto di sfilare e reinserire gli auricolari. Non è “naturale” come un ascolto ad orecchio nudo, perché rimane un leggero carattere elettronico, ma la funzione ci fa essere presenti nel contesto senza interrompere del tutto la nostra bolla sonora. Ed è proprio questo il punto: in città serve fluidità, non perfezione da laboratorio.

Ma veniamo alla sostanza: come suonano? I Palermo hanno un’impostazione di base capace di mettere d’accordo molti ascoltatori. I bassi sono presenti, arrivano con decisione e danno ritmo ai brani moderni senza trasformarsi in un “muro” che copre il resto. Le voci restano chiare anche nei mix più affollati, mentre gli alti offrono una buona brillantezza senza risultare taglienti.

Il driver dinamico da 13 mm, abbinato al diaframma in PEEK, garantisce proprio questo equilibrio tra impatto e controllo. Nelle prove con musica pop ed elettronica il risultato è stato piacevole e coinvolgente; con brani più acustici emerge una resa che non cerca la micro-analisi, ma mantiene una discreta separazione degli strumenti senza impastare il suono.

Il punto più interessante è, però, il comportamento in ambienti rumorosi dove entrano in gioco due fattori: un

isolamento passivo efficace, grazie alla buona tenuta dei gommini, e un’ANC che riduce il rumore di fondo. L’effetto combinato permette di preservare i dettagli anche in strada. In pratica, non dobbiamo scegliere tra ascoltare e sopravvivere al traffico: i Palermo consentono un ascolto chiaro senza costringerci a stressare i timpani.

Un aspetto che abbiamo particolarmente apprezzato è la presenza di preset EQ richiamabili facilmente. Invece di dover aprire un’app e intervenire sugli slider, possiamo cambiare carattere al volo, scegliendo un’impostazione più “musicale” o una più orientata alla voce, ideale per podcast e audiolibri.

La qualità in chiamata è un altro banco di prova importante. I Palermo si affidano a microfoni con cancellazione del rumore ambientale e, nelle chiamate indoor, la voce arriva chiara e stabile, senza quell’effetto “lontano” che caratterizza molti modelli economici. All’aperto, in presenza di vento o traffico, non fanno miracoli, ma la gestione del rumore è sufficiente a mantenere conversazioni comprensibili senza dover cercare per forza un angolo riparato.

Per pendolari, studenti e lavoratori in mobilità è un comportamento convincente. Se la priorità sono call professionali in ambienti particolarmente caotici esistono soluzioni più specialistiche e più costose. Se invece l’obiettivo è l’affidabilità nelle situazioni quotidiane, i Palermo rispondono presente.

Tra le caratteristiche che alzano davvero il valore percepito c’è il multipoint. Collegare due dispositivi contemporaneamente via Bluetooth 6.0 permette di passare dallo smartphone al computer senza continui accoppiamenti e senza il solito balletto di disconnessioni che fa perdere tempo. È una di quelle funzioni da cui è difficile tornare indietro. Si può lavorare al laptop, rispondere a una chiamata sul telefono senza complicazioni e, una volta terminata, ritrovare la musica sul computer. Un flusso naturale che rende gli auricolari adatti al lavoro e non solo allo svago.

L’autonomia dichiarata arriva fino a 32 ore totali con la custodia, con circa 7 ore di ascolto continuo sugli auricolari e una differenza relativamente contenuta anche con l’ANC attivo. In pratica, con un utilizzo misto passano giorni prima di dover pensare seriamente alla ricarica.

Quando è il momento di ricaricare, una ricarica completa via USB-C richiede circa un’ora e mezza. La vera comodità sta, però, nella ricarica rapida: pochi minuti bastano per ottenere ore di ascolto, ideale per quelle mattine in cui ci accorgiamo della batteria solo quando siamo già pronti a uscire.

La certificazione IPX4 significa che non dobbiamo andare in ansia se ci coglie alla sprovvista una pioggerella o se li usiamo durante una corsetta. Non è un invito a portarli in piscina, ovviamente, ma è quel margine di serenità che serve in città, dove il meteo cambia e le giornate non sono sempre “da brochure”. I Palermo si confermano un prodotto pensato per essere usato senza troppe paranoie: non ci chiedono attenzioni speciali e ci accompagnano sempre pronte all’uso.

Dopo giorni di test, i Palermo ci hanno lasciato una buona sensazione: è uno di quei prodotti che fa esattamente quello che promette. L’ANC non cancella il mondo, ma lo rende più sopportabile, soprattutto dove serve davvero, sulle basse frequenze. Il suono è pieno e piacevole, con bassi presenti ma non ingestibili, le voci restano pulite e i preset EQ aggiungono versatilità concreta. Il multipoint è la ciliegina che, in questa fascia, sposta l’esperienza da “auricolare economico” a “compagno di giornata” credibile.

Se si cerca l’isolamento totale, la raffinatezza da audiofili o la perfezione assoluta in chiamata nel vento, bisogna alzare il budget e cambiare categoria. Se invece vogliamo auricolari da usare ovunque, comodi, tascabili, con ANC efficace nel quotidiano e autonomia che non mette ansia, i Palermo si giocano benissimo la partita.

Il loro prezzo di listino è di 59 euro, ma in questo momento sono in offerta su Amazon a 29 euro, rendendoli un vero affare da non lasciarsi sfuggire. Sono disponibili nelle colorazioni bianca, nera, viola o papavero arancione.

Gennaro Annunziata