Un occhio gonfio, il sangue che dalla fronte gli riga il volto e poi ferite alle braccia e alle gambe.…
CRONACA
12 febbraio 2026
Il primato positivo di Eav, le aggressioni su treni e stazioni Circum sono ancora in calo
Meno aggressioni, meno furti, meno vandalismi. I treni e le stazioni gestite dall’Ente Autonomo Volturno diventano sempre più sicuri. A dirlo sono i dati ufficiali diffusi dalla stessa azienda di trasporti, relativi al 2025, che confermano una tendenza ormai consolidata: per il decimo anno consecutivo gli eventi criminosi risultano in diminuzione. Il dato complessivo parla chiaro: 253 episodi nel 2025, contro i 349 del 2024, con un calo secco del 27%, pari a quasi cento eventi in meno in un solo anno. Numeri che assumono ancora più peso se confrontati con il passato: nel 2016 gli episodi censiti erano 1.755. Secondo l’analisi del rischio condotta da Eav, alla base del risultato c’è una correlazione diretta con il rafforzamento delle misure di sicurezza. «Il contenimento degli eventi criminosi – sottolinea l’azienda – è strettamente legato a un impiego più costante dei servizi di protezione aziendale, tra guardie particolari giurate e videosorveglianza». Un mix tra presenza umana e tecnologia che, negli ultimi mesi, si è arricchito anche dell’utilizzo delle bodycam.
Nel dettaglio, i dati mostrano un decremento del 18% delle aggressioni al personale, una diminuzione dei furti del 33% e un vero e proprio crollo degli atti vandalici (-38%) ai danni dell’azienda. Reati che colpiscono direttamente non solo Eav, ma anche l’utenza quotidiana del servizio ferroviario e su gomma. Accanto alla repressione, forte anche l’azione preventiva. Eav evidenzia di aver fornito agli inquirenti tutte le informazioni utili emerse dall’analisi del rischio, chiedendo e attuando – in collaborazione con le forze dell’ordine – servizi straordinari nelle aree più esposte.
Presidi armati nelle stazioni e a bordo dei treni considerati più a rischio, maggiore coordinamento con la centrale operativa della sicurezza e un monitoraggio più efficiente tramite videosorveglianza hanno consentito interventi più rapidi ed efficaci. Una strategia che sembra dare frutti concreti e che, numeri alla mano, restituisce un’immagine diversa del trasporto pubblico regionale: meno insicurezza, più controllo e maggiore tutela per viaggiatori e lavoratori. Un segnale incoraggiante, soprattutto in un settore da anni sotto osservazione.
Il nodo dei trasporti per la Campania – Se sul fronte della sicurezza l’Ente Autonomo Volturno registra progressi, sul piano dell’efficienza e della qualità del servizio ferroviario i problemi strutturali restano ancora una ferita aperta per pendolari e cittadini. Secondo l’ultimo rapporto “Pendolaria” di Legambiente, ampiamente citato nelle rilevazioni sul trasporto pubblico locale in Italia, la Circumvesuviana si conferma come una delle linee ferroviarie peggiori del Paese. Per il 2025 la storica rete vesuviana gestita da Eav riconquista la maglia nera tra le ferrovie italiane, un primato negativo che permane da oltre dieci anni. Il dossier di Legambiente descrive una situazione di forte degrado: 13 milioni di passeggeri persi negli ultimi dieci anni, convogli vecchi e spesso privi di climatizzazione, stazioni impresenziate, orari definiti “provvisori” e un’offerta di servizi ritenuta inadeguata rispetto ai bisogni reali degli utenti. La fotografia che emerge dal rapporto non risparmia critiche anche sugli investimenti: la Regione Campania avrebbe destinato una quota minima del proprio bilancio al servizio ferroviario e al rinnovo del materiale rotabile, con un’età media dei treni intorno ai 19 anni, ben al di sopra della media nazionale.
Non solo la Circumvesuviana: nel 2025 un’altra linea regionale, la Salerno-Avellino-Benevento, entra nella classifica delle tratte peggiori d’Italia per ritardi, promesse non mantenute e servizi insufficienti ai pendolari. Per i pendolari campani, insomma, la sicurezza sui mezzi può essere in crescita, ma la qualità del trasporto su ferro resta un nodo cruciale per la mobilità quotidiana. Ritardi, soppressioni e convogli fatiscenti alimentano la frustrazione e spingono molti utenti a preferire l’auto privata, con evidenti ricadute negative sul traffico, sull’ambiente e sulla qualità della vita nel territorio.
La speranza dei nuovi treni – Mentre il dibattito sulla qualità complessiva del servizio ferroviario vesuviano resta acceso, un elemento concreto di novità si profila all’orizzonte per pendolari e utenti della Circumvesuviana: il progressivo arrivo di nuovi treni realizzati negli stabilimenti di Valencia e destinati alle linee gestite da Eav. Si tratta di convogli Stadler ET300 prodotti per la specifica rete a scartamento ridotto della Circumvesuviana, parte di una commessa contrattualizzata da Eav già da alcuni anni per potenziare e progressivamente rinnovare un parco mezzi storicamente vetusto. Negli ultimi mesi alcuni dei nuovi treni sono già stati consegnati e sono in fase di prova tecnica sulle linee vesuviane, con interruzioni programmate del servizio per consentire collaudi approfonditi prima dell’entrata in servizio. In particolare, a Napoli sono arrivati almeno quattro convogli provenienti da Valencia, destinati a entrare progressivamente nell’esercizio quotidiano nei prossimi mesi.
La commessa complessiva prevede l’immissione in servizio di almeno 56 nuovi treni entro il 2026, con i primi prototipi sottoposti a controlli approfonditi di sicurezza e compatibilità sia con il sistema di segnalamento esistente sia con quello di nuova generazione ERTMS previsto sulle linee. I fondi per la costruzione e l’ammodernamento dei mezzi derivano anche in parte dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), che pone scadenze precise per il completamento delle operazioni tecniche e amministrative. Il rinnovamento della flotta rappresenta un elemento centrale nella strategia di rilancio del trasporto regionale su ferro: non solo perché i nuovi convogli, più moderni, confortevoli e affidabili, possono migliorare l’esperienza di viaggio degli utenti, ma anche perché costituiscono un passo concreto per superare l’immagine negativa della Circumvesuviana, spesso indicata come una delle tratte peggiori d’Italia nei rapporti delle associazioni e dei pendolari.

