Svolta per il Museo Archeologico Civico a Pompei, via alla gara da 322mila euro
C’è un luogo, nel cuore di Pompei, dove le pietre raccontano storie che non hanno mai smesso di respirare. È al piano terra di Palazzo De Fusco, in Piazza Bartolo Longo, che presto quelle storie troveranno una nuova casa: il Museo Archeologico Civico. Non solo un contenitore di reperti, ma uno spazio vivo, pensato per restituire alla città la propria memoria e trasformarla in futuro. L’atto amministrativo che ne avvia concretamente la realizzazione segna un passaggio decisivo: l’indizione della gara per l’intervento di realizzazione e/o riqualificazione e ammodernamento del Museo. Un progetto dal valore complessivo di 322.624,15 euro, finanziato per 200mila euro dalla Città Metropolitana di Napoli e per la restante parte con risorse del bilancio comunale. Un investimento che parla di cultura, ma anche di identità e sviluppo. L’iniziativa si inserisce nel solco tracciato dall’avviso pubblico della Città Metropolitana, volto a sostenere i Comuni nel potenziamento dei luoghi della cultura e dell’offerta turistica. Pompei ha risposto con una candidatura puntuale, trasmessa nel dicembre 2024, poi ammessa a finanziamento con convenzione sottoscritta nel marzo 2025. Da lì, la redazione del progetto esecutivo e culturale fino alla verifica e validazione conclusa l’8 gennaio 2026. Ma dietro le cifre, le procedure negoziate senza bando previste dall’articolo 50 del nuovo Codice dei Contratti, i cronoprogrammi che fissano al 30 novembre 2026 il termine dei lavori, c’è una visione più ampia. Il Mac non nasce soltanto per esporre reperti: nasce per raccontare la Pompei che va oltre gli Scavi, per dare voce alla dimensione civica di una città conosciuta in tutto il mondo ma spesso percepita solo attraverso il suo sito archeologico. Il Museo Archeologico Civico sarà uno spazio accessibile, moderno, capace di integrare allestimento culturale e innovazione espositiva. Il progetto, infatti, comprende non solo gli interventi edilizi, ma anche una consulenza storico-archeologica specialistica e un percorso espositivo pensato per valorizzare i materiali e renderli fruibili a un pubblico ampio, dalle scuole ai visitatori internazionali. È anche, e forse soprattutto, la realizzazione di un desiderio. Quello del compianto sindaco Carmine Lo Sapio, che aveva indicato nella nascita di un museo civico uno degli obiettivi strategici del suo mandato. Un luogo in cui la comunità potesse riconoscersi, custodire le proprie radici e offrire ai visitatori un racconto diverso, complementare e profondamente identitario. Oggi quell’idea prende forma concreta, trasformandosi da intuizione politica a progetto esecutivo. Il cronoprogramma è chiaro: stipula del contratto entro il 30 marzo 2026, ultimazione dei lavori entro fine novembre, certificato di regolare esecuzione entro il 31 dicembre dello stesso anno. Tempi definiti, responsabilità individuate e un gruppo di lavoro interno incaricato delle diverse fasi, dalla progettazione al collaudo.

