Castellammare. Tony Maiello incontra gli alunni della scuola Di Capua
Tra le mura cariche di storia e di futuro dell’Istituto Comprensivo “Francesco Di Capua” di Castellammare di Stabia, si è respirata un’aria diversa. L’aula magna si è trasformata in uno spazio sospeso, dove le emozioni hanno trovato voce e i sogni hanno iniziato a camminare. Non soltanto un incontro d’autore, ma un ponte vivo tra generazioni: da una parte gli occhi curiosi dei bambini, dall’altra chi, partendo proprio da aule come queste, ha scelto di credere nel proprio talento. “Parole, musica e sogni” non è stato solo un titolo, ma una promessa mantenuta. Protagonista Tony Maiello: artista affermato, autore tra i più apprezzati del panorama musicale italiano, ma prima di tutto figlio di Castellammare. E questa appartenenza non è un dettaglio, è una radice.
La storia di Tony Maiello
Il suo cammino comincia prestissimo. A sette anni già accarezzava i tasti di una piccola tastiera; nella chiesa di San Giacomo la voce prendeva forma, mentre le prime parole scritte su un foglio custodivano desideri più grandi della sua età. Poi il salto in tv con “X Factor” e, nel 2010, la vittoria al Festival di Sanremo nella categoria Nuove Proposte con “Il linguaggio della resa”, un brano nato proprio a Castellammare, quasi fosse impossibile separare la sua musica dall’odore del mare e dall’eco delle sue strade. Castellammare per Tony non è solo il luogo da cui si parte: è il luogo a cui si ritorna. Milano gli ha dato opportunità, crescita, visibilità. Ma è qui che ritrova l’aria che lo rimette al mondo, qui che sente di rimettere insieme i pezzi.
Le collaborazioni eccellenti
C’è nel suo legame con la città una fedeltà silenziosa, fatta di nostalgia e orgoglio, di quella sensazione profonda che le radici non trattengono: sostengono. Negli anni la sua penna ha firmato canzoni per artisti come Marco Mengoni, Laura Pausini, Giorgia. Tra queste “Come neve”, interpretata da Mengoni e Giorgia, con quel verso che arriva dritto al cuore: “Quello che sono l’ho imparato da te”. Parole nate pensando al nonno, figura cardine della sua vita, presenza che ancora oggi abita ogni nota scritta con verità. Il percorso non è stato lineare. C’è stato un tempo di buio, un blackout emotivo in cui la tentazione di arrendersi bussava forte. E proprio quando tutto sembrava fermarsi, la musica lo ha afferrato “per i capelli”, strappandolo alla resa. La guerra per affermarsi è lunga, richiede coraggio, resistenza, fede in qualcosa che ancora non si vede ma si sente. Dentro, sempre, quell’istinto che indica la direzione. Se una strada ti appartiene, prima o poi ti raggiunge. Oggi un nuovo album prende forma, preceduto da un singolo in uscita a breve e dal disco atteso per ottobre. Non un punto di arrivo, ma un altro inizio, perché la necessità di sperimentare e rimettersi in gioco è la sua vera costante. Collaborare più che competere, costruire più che confrontarsi: una filosofia che ha lasciato il segno anche tra i ragazzi.
L’autore a scuola
L’incontro, organizzato dalla professoressa Silvana Cascone, ha visto gli alunni esibirsi nei brani “Believer” e “Napulè”, in un clima di partecipazione autentica, condiviso anche con i genitori della scuola primaria. La musica è diventata linguaggio comune, esercizio di ascolto, respiro collettivo. La professoressa Elisabetta Ferrara, docente di pianoforte, ha espresso con emozione il senso profondo dell’iniziativa: «Per noi è importante che i nostri alunni possano avere un punto di riferimento per crescere. Dei fari a cui ispirarsi. In particolare attraverso lo strumento musicale, per i ragazzi che vogliono scoprire il loro talento. Tony è l’esempio di chi si è messo in gioco. È una forma di comunicazione tra chi ce l’ha fatta e chi crede». E ancora: «La musica è il valore aggiunto fondamentale. Oggi è un motivo per credere di essere se stessi. Lavorare con la musica vuol dire lavorare con l’autostima dei ragazzi». Dietro queste parole si percepisce una missione educativa che va oltre la didattica: crescere insieme agli alunni, non stancarsi mai di cercare il talento nascosto, seminare fiducia perché un giorno quei bambini possano diventare ciò che desiderano, forti della convinzione di valere. La dirigente scolastica, dottoressa Angela Cambri, ha richiamato il valore pedagogico della musica fin dall’antica Grecia, ricordando come essa sia parte integrante della formazione dell’individuo. Attraverso la musica si impara a stare in gruppo, a riconoscersi comunità, a rispettare i tempi degli altri.
La gioia dei piccoli studenti
L’entusiasmo degli studenti e la partecipazione sentita hanno confermato quanto questo linguaggio sia capace di unire e formare. E poi loro, i bambini. Sguardi luminosi, mani alzate, domande sincere. Tony si è fermato con ciascuno, senza fretta, trasformando ogni curiosità in un dialogo. Autografi, fotografie, sorrisi. Nessuna distanza, nessuna barriera. Solo autenticità. In quegli occhi ha ritrovato i suoi stessi sogni di bambino, lo stesso misto di paura e desiderio che accompagna chi immagina un futuro diverso. È stato un incontro che ha lasciato tracce profonde. Non solo nei quaderni o nelle immagini scattate, ma in quella consapevolezza nuova che cresce quando qualcuno ti dimostra che è possibile. Perché quando le parole incontrano la musica, e la musica incontra i sogni, qualcosa cambia davvero. E resta.





