Zuchtriegel chiude la postazione delle guide: «Tuteliamo la legalità a Pompei»
«Il Parco archeologico di Pompei spende milioni di euro all'anno per scavare, restaurare e tutelare Pompei, credo sia giusto che…
Il clima di tensione che da giorni aleggia tra le millenarie vestigia di Pompei è tracimato in un episodio inquietante che nulla ha a che vedere con il confronto civile e sindacale, sebbene aspro, che sta tenendo banco in questi giorni per il caso legato alle guide esterne agli Scavi. Al centro del mirino è finito il direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel, destinatario di una missiva dai toni violenti, intrisa di richiami ideologici sinistri e minacce personali che colpiscono finanche i suoi affetti più cari.
Zuchtriegel chiude la postazione delle guide: «Tuteliamo la legalità a Pompei»
«Il Parco archeologico di Pompei spende milioni di euro all'anno per scavare, restaurare e tutelare Pompei, credo sia giusto che…
L’ombra del fanatismo: una missiva dal linguaggio oscuro
La lettera rappresenta un salto di qualità pericoloso nella dialettica tra l’amministrazione del sito e i lavoratori. Il testo farebbe uso di un lessico che richiama tragiche pagine del Novecento: termini come “lager” e “razza eletta” vengono utilizzati per colpire la figura del direttore, accompagnati da moniti di sapore biblico e autoritario come “la storia porta in sé la condanna e la pena per ogni tiranno”.
L’aspetto più grave, tuttavia, risiede nelle minacce dirette rivolte ai familiari di Zuchtriegel. Un atto di una viltà estrema che trasforma una divergenza in un caso di sicurezza pubblica. Il direttore, attualmente fuori regione, ha già annunciato che al suo rientro presenterà una formale denuncia alle autorità competenti: un passo necessario per non lasciare impunito un gesto che sembra voler minare la serenità di chi guida uno dei siti Unesco più importanti al mondo.
LA VISIONE DI ZUCHTRIEGEL E LA SFIDA DEL PARCO | Guarda l’intervista rilasciata a Mtv
La protesta delle guide: ragioni legittime, metodi da condannare
L’episodio si inserisce nel contesto di una mobilitazione delle guide turistiche, culminata oggi in un presidio presso l’ingresso di piazza Esedra. Il pomo della discordia è la decisione della direzione di eliminare la storica postazione interna dedicata ai professionisti abilitati, una scelta contestata con forza dalle sigle di categoria che temono un depauperamento del servizio e della propria dignità professionale.
Tuttavia, il confine tra la protesta di piazza e l’intimidazione epistolare deve restare invalicabile. Nonostante la fermezza nel rivendicare le proprie ragioni, le associazioni di categoria hanno avvertito la necessità di tracciare una linea netta. Susy Martire, presidente dell’Associazione Guide Turistiche Campania, ha preso immediatamente le distanze dall’accaduto durante la manifestazione: «Confermiamo in toto le ragioni del presidio, ma condanniamo senza riserve chi utilizza termini e modi che non ci rappresentano. Siamo dalla parte della ragione, ma i toni fuori luogo sono inaccettabili».
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Un attacco alle istituzioni e al territorio
Solidarietà a Zuchtriegel sta arrivando da più parti, poiché l’attacco al direttore di Pompei non è solo un attacco alla persona, ma all’istituzione stessa e all’immagine internazionale della Campania. In un momento in cui Pompei vive una stagione di rinascita e grandi scoperte, la comparsa di rigurgiti ideologici e minacce personali rappresenta un rumore di fondo che va messo a tacere con la forza del diritto.
La democrazia consente il dissenso, la critica feroce e la manifestazione di piazza, ma non può tollerare che il confronto si sposti sul piano del ricatto o della violenza verbale di stampo nazifascista. La speranza è che le indagini possano individuare rapidamente l’autore del gesto — che pare abbia firmato la missiva, rendendo l’atto ancora più spavaldo — per restituire al Parco Archeologico quel clima di operosa collaborazione necessario alla sua tutela.