Il futuro dei lavoratori Trasnova di Pomigliano è appeso a un filo: vicino il licenziamento di 94 operai
EMERGENZA LAVORO
13 Febbraio 2026
EMERGENZA LAVORO

Il futuro dei lavoratori Trasnova di Pomigliano è appeso a un filo: vicino il licenziamento di 94 operai

Il futuro in bilico degli operai di quattro siti : la società annuncia licenziamenti collettivi
Andrea Ripa

La società Trasnova, che si occupa della movimentazione di veicoli negli stabilimenti di Stellantis in Italia, ha ufficialmente comunicato l’avvio di una procedura di licenziamento collettivo che coinvolge tutti i suoi 94 dipendenti impiegati nei servizi di logistica nei siti di Torino, Piedimonte San Germano, Pomigliano d’Arco e Melfi. La notizia è stata resa nota tramite una lettera inviata ai ministeri competenti, alle organizzazioni sindacali di categoria e alle Regioni interessate.

Fine contratto e niente strumenti sociali – Nel documento Trasnova spiega che la decisione arriva in vista della scadenza della proroga del contratto con Stellantis, prevista per il 30 aprile prossimo, e dell’impossibilità di attivare strumenti di sostegno alternativi al licenziamento, in quanto gli esuberi sono considerati “di carattere strumentale” rispetto all’attività operativa. Il provvedimento riguarda quindi l’intero personale direttamente coinvolto nelle attività logistiche legate alla movimentazione dei veicoli nello stabilimento automobilistico, con impatti che si estendono da Torino a Pomigliano, passando per gli altri siti produttivi del gruppo.

Il futuro dei lavoratori Trasnova di Pomigliano è appeso a un filo: vicino il licenziamento di 94 operai

Futuro di nuovo in bilico per gli operai Trasnova di Pomigliano

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Reazioni e sindacati in allarme –  La decisione di Trasnova arriva in un clima di forte preoccupazione sindacale per il futuro dei lavoratori coinvolti. Già nei mesi scorsi le organizzazioni sindacali avevano più volte lanciato appelli per scongiurare l’apertura di procedure di licenziamento collettivo, chiedendo di utilizzare strumenti di supporto come la cassa integrazione in deroga o la proroga dei contratti di appalto con Stellantis. I sindacati metalmeccanici avevano sottolineato l’urgenza di mantenere un dialogo istituzionale e di trovare soluzioni condivise per garantire la continuità occupazionale, mettendo sotto pressione le parti sociali e chiedendo al Ministero competente di convocare tavoli specifici.

Allarme della Fiom –  “La crisi del settore automotive nel polo di Pomigliano d’Arco tocca un nuovo, drammatico punto di non ritorno. In queste ore la Trasnova ha avviato la procedura di licenziamento collettivo che, per coloro che sono impegnati presso lo stabilimento Stellantis di Pomigliano, riguarda 53 lavoratori”. Così, in una nota, Mauro Cristiani, segretario generale Fiom Napoli, e Mario Di Costanzo, responsabile settore automotive Fiom Napoli. “Si tratta – secondo Cristiani e Di Costanzo – di un atto gravissimo che getta nell’incertezza decine di famiglie e conferma che i primi a pagare lo stato di abbandono in cui versa il comparto dell’automotive sono i lavoratori dell’indotto. Non si può parlare di un evento inaspettato, ma di una cronaca di un disastro annunciato”. “Le responsabilità – aggiungono i due sindacalisti – sono chiare e condivise: Stellantis, che continua a operare scelte di disimpegno produttivo che colpiscono duramente l’indotto, svuotando di prospettive i siti storici come Pomigliano. Trasnova, che ha scelto la strada più drastica del licenziamento collettivo, rinunciando a ogni forma di tutela per chi, per anni, ha garantito la continuità produttiva del sito. Il Governo, che è colpevole di una gestione approssimativa della vertenza e di una mancanza di politiche industriali capaci di vincolare le multinazionali al rispetto del territorio e dei livelli occupazionali”. “Nel corso di questi quindici mesi – concludono – i rappresentanti del MIMIT avevano dichiarato che stavano lavorando ad una soluzione occupazionale alternativa, senza mai dare dettagli o risposte esaustive. È chiaro che il tempo delle attese è finito, per questo, come Fiom Napoli, abbiamo inviato una lettera al Presidente della Regione, Roberto Fico, chiedendogli un intervento tempestivo presso il MIMIT affinché il ministero presenti le soluzioni per risolvere positivamente la vertenza”.

Dalle promesse di proroga 2024 alle difficoltà attuali – Il caso Trasnova non è nuovo: alla fine del 2024, dopo una forte mobilitazione dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, era stato raggiunto un accordo con Stellantis e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy che aveva portato alla proroga del contratto di fornitura per altri dodici mesi, scongiurando migliaia di licenziamenti e assumendo l’impegno di ricercare soluzioni strutturali per l’azienda. Questa proroga però sta per scadere e, nonostante gli appelli e gli incontri interlocutori, non è stato raggiunto un accordo definitivo che possa evitare l’attivazione della procedura di licenziamento collettivo per il 2026.

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"Stellantis è oggi un problema per l'Italia. Se togliete il lavoro a un uomo, gli togliete la dignità. Questa amministrazione…

Tensioni anche sul territorio – Secondo alcune fonti locali, alcuni lavoratori già hanno avviato forme di protesta e scioperi, in particolare a Pomigliano d’Arco, segno dell’ampio malcontento interno tra gli addetti alla logistica e le loro famiglie.

Un nodo centrale dell’indotto Stellantis – La vicenda Trasnova mette nuovamente sotto i riflettori un nodo critico dell’indotto automobilistico italiano, dove l’esternalizzazione di servizi come la logistica si intreccia con le politiche occupazionali, industriali e di filiera. In un quadro in cui Stellantis ha confermato impegni produttivi per l’Italia con aumento di produzione e nuove assunzioni nel settore auto, la questione dei posti di lavoro legati alle società di servizi resta particolarmente sensibile. La procedura di licenziamento collettivo dovrà ora seguire i tempi previsti per legge, e nei prossimi giorni ministeri e parti sociali potrebbero confrontarsi per verificare se esistano margini per ripensare la decisione o attivare misure di contrasto alla perdita di occupazione.

 

La presa di posizione del Comune – L’Amministrazione comunale di Pomigliano d’Arco interviene sulla decisione di Trasnova di avviare il licenziamento collettivo dei lavoratori impiegati nella logistica per gli stabilimenti Stellantis, esprimendo preoccupazione per una scelta definita “repentina” e non coerente con il percorso istituzionale avviato nei giorni scorsi. “Dopo l’incontro tenutosi in Regione Campania con l’assessore alle Attività produttive Fulvio Bonavitacola, che si era impegnato a contattare il Mimit per l’apertura di un tavolo specifico sulla vertenza Trasnova e sulla situazione dello stabilimento Stellantis di Pomigliano, non ci attendevamo una decisione così improvvisa da parte dell’azienda”, si legge nella nota dell’Amministrazione. “Un’azione che non aiuta nessuno, né i lavoratori né le organizzazioni sindacali, a costruire una soluzione condivisa”. L’Amministrazione comunale, interpretando anche il sentimento dell’intero Consiglio comunale di Pomigliano, esprime “piena solidarietà ai lavoratori di Trasnova e delle altre società logistiche dell’indotto Stellantis” e ribadisce “il proprio sostegno incondizionato e il supporto ai sindacati, insieme alla Regione Campania, per evitare l’ennesima mortificazione dell’area industriale pomiglianese”. Secondo il Comune, la vicenda rischia di incidere ulteriormente su un territorio già provato da anni di crisi industriale. “Non possiamo assistere in silenzio a un progressivo depauperamento della forza lavoro manifatturiera locale. In questo modo si rischia di cancellare pezzo dopo pezzo l’indotto automotive del nostro territorio, e questo non lo permetteremo”.L’Amministrazione conclude confermando l’impegno a proseguire il confronto con Regione e Governo affinché si individuino soluzioni capaci di garantire continuità occupazionale e prospettive industriali per l’area di Pomigliano d’Arco.