Italia regina delle crociere: Napoli si conferma Hub strategico del Mediterraneo
Il porto di Napoli
TURISMO
13 febbraio 2026
TURISMO

Italia regina delle crociere: Napoli si conferma Hub strategico del Mediterraneo

Il report Istat sul trasporto marittimo 2024 conferma il primato europeo del sistema Italia: il porto partenopeo scalo chiave per numero di approdi.
Marco Cirillo

Il primato italiano nel settore crocieristico non è più solo una tendenza, ma un consolidato pilastro dell’economia del mare. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istat nel report sul Trasporto Marittimo 2024, l’Italia ha mantenuto saldamente la sua leadership in Europa nell’ultimo decennio, con l’unica e inevitabile parentesi del 2020 dovuta al blocco globale causato dalla pandemia. Il nostro Paese si conferma la destinazione preferita e il principale punto di imbarco e sbarco del Continente, intercettando una quota di mercato che supera un quarto dell’intero volume dell’Unione Europea. E Napoli si conferma hub strategico.

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I numeri di un primato europeo
Nel corso del 2024, i porti nazionali hanno registrato quasi 5 milioni di passeggeri “originating” o “terminating”, ovvero coloro che hanno effettivamente iniziato o concluso il proprio viaggio in Italia. Si tratta di un dato parziale ma significativo, poiché esclude i milioni di crocieristi in transito, focalizzandosi solo su chi utilizza le infrastrutture italiane come hub logistico principale. Questa cifra rappresenta il 27,6% dei 17,8 milioni di passeggeri totali rilevati nei 27 Paesi dell’UE. La crescita rispetto al 2023 è costante: un +2% nel numero di passeggeri e un +0,9% negli accosti delle navi. Nonostante si avverta ancora un lieve distacco dell’1,6% rispetto ai record storici del 2019, la resilienza del comparto appare straordinaria.

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Napoli: il cuore pulsante delle rotte mediterranee
In questo scenario di eccellenza, il porto di Napoli emerge come uno dei nodi più vitali e dinamici dell’intera rete. Se Civitavecchia mantiene il primato assoluto per volume di passeggeri, Napoli si distingue per una capacità operativa e una frequenza di approdi che la pongono ai vertici della classifica nazionale. Nel 2024, lo scalo partenopeo ha conquistato la medaglia d’argento per numero di “toccate”, con ben 488 navi da crociera che hanno ormeggiato sotto l’ombra del Vesuvio.

Questo dato non è solo statistico, ma testimonia la centralità geografica e turistica di Napoli. La città non è più una semplice tappa intermedia, ma un punto di riferimento imprescindibile per le grandi compagnie internazionali. La capacità di accogliere quasi 500 navi in un anno solare riflette l’efficienza dei servizi tecnico-nautici e la capacità ricettiva di un territorio che sa trasformare l’approdo in una porta d’accesso privilegiata per l’intero Sud Italia. Napoli funge da catalizzatore per il Mar Tirreno, che da solo detiene la quota maggioritaria del traffico crocieristico nazionale con il 47,6% del totale.

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La geografia del successo: Tirreno, Adriatico e Ligure
L’analisi territoriale dell’Istat evidenzia una distribuzione del traffico che premia la varietà delle coste italiane. Dopo il dominio del Tirreno, il Mar Adriatico tiene il passo con il 28,1% dei passeggeri, trainato dalla ripresa di Venezia che, nonostante le restrizioni e i cambi logistici, ha registrato un notevole +16,5% di crocieristi rispetto all’anno precedente. Chiude il podio il Mar Ligure (22,0%), con Genova che si conferma secondo porto italiano per numero di passeggeri imbarcati e sbarcati, superando quota 600mila. Anche Livorno si inserisce tra le eccellenze, posizionandosi subito dopo Napoli per numero di approdi totali (382 toccate), a conferma di quanto la costa occidentale italiana sia il vero motore dell’industria.

Prospettive di crescita e consolidamento
Il report Istat si chiude con una nota di ottimismo che guarda al futuro. L’incremento progressivo dei passeggeri e la tenuta del sistema portuale dimostrano che la crociera non è più un segmento di nicchia, ma una componente strutturale del turismo d’élite e di massa in Italia. La sfida per i prossimi anni sarà quella di colmare definitivamente il gap con il pre-pandemia e potenziare ulteriormente le infrastrutture.

In questa partita, il ruolo di Napoli appare sempre più ambizioso. La sua posizione nel “Core” delle rotte del Mediterraneo occidentale la rende il candidato ideale per intercettare i nuovi flussi provenienti dai mercati extra-europei. La combinazione tra patrimonio culturale unico, logistica portuale in evoluzione e capacità di accoglienza fa sì che lo scalo di Napoli non sia solo un porto di arrivo, ma un vero e proprio motore di sviluppo per l’intera economia del mare italiana.