Juve Stabia. Dopo 31 anni sfatato il tabù Castellani
C’è un filo sottile, tinto di giallo e di blu, che lega il calcio di trent’anni fa a quello moderno. Un filo che mercoledì sera si è finalmente riannodato a Empoli, dove la Juve Stabia ha abbattuto un tabù lungo trentuno anni. Dalla serie C1 del 1994-95 alla realtà odierna, il “Castellani” ha smesso di essere terra proibita per le Vespe.
Era il 1995 quando la squadra del compianto presidente Roberto Fiore espugnava la Toscana per l’ultima volta. Quella Juve Stabia era un concentrato di carisma e talento: guidata dal capitano Amodio, vantava nomi che ancora oggi fanno battere il cuore ai tifosi, come Musella, Feola, De Simone, Celestini, Dell’Oglio e Buoncammino. La vittoria di allora portò la firma di Bertuccelli, autore di un gol rocambolesco rimasto negli annali: una deviazione fortuita sul rinvio del portiere empolese Balli che gelò lo stadio nei minuti finali. Quella stagione si concluse con un onorevole sesto posto, ma quel successo rimase scolpito come l’ultima bandierina gialloblù piantata in terra empolese. Sono serviti tre decenni per aggiornare le statistiche. La Juve Stabia di Ignazio Abate ha scelto il palcoscenico di mercoledì per scrivere una nuova pagina di storia, imponendosi per 2-1. Se nel ‘95 fu la fortuna di un rinvio deviato, oggi è la qualità del gioco a fare la differenza: le reti di Leone e Carissoni hanno certificato la crescita di un gruppo che non smette di stupire. Dopo 31 anni, il fantasma del Castellani è stato scacciato: le Vespe sono tornate a volare alto sopra la Toscana.

