Protesta delle guide turistiche di Pompei, Zuchtriegel: «Lo stop al presidio servirà a tutti»
TENSIONE AGLI SCAVI
13 Febbraio 2026
TENSIONE AGLI SCAVI

Protesta delle guide turistiche di Pompei, Zuchtriegel: «Lo stop al presidio servirà a tutti»

Il direttore del Parco Archeologico ribadisce le ragioni che lo hanno indotto a chiudere il presidio delle guide private all'interno del sito
Pietro Costante

Il Parco Archeologico di Pompei interviene per fare chiarezza sulle notizie e sulle dichiarazioni circolate negli ultimi giorni in merito alla rimozione del presidio delle guide turistiche private all’interno del sito archeologico. Una decisione che, come sottolinea l’ente, non rappresenta una limitazione al libero esercizio della professione di guida, ma il superamento di un assetto nato oltre quindici anni fa in un contesto ormai profondamente mutato.

Un presidio nato in emergenza –  Il presidio delle guide private a Pompei era stato istituito nel 2010, in una fase emergenziale, con l’obiettivo di regolamentare l’interazione tra visitatori e guide abilitate che operavano in forma autonoma. Da allora, però, il quadro è cambiato radicalmente. Già nel 2018 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aveva contestato la presenza di postazioni analoghe in diversi siti culturali italiani. Tali postazioni sono state progressivamente eliminate, lasciando Pompei come unico caso rimasto attivo fino a oggi.

Calo della domanda e nuove modalità di fruizione – Negli ultimi anni – anche a seguito della pandemia da Covid-19 – la richiesta del servizio offerto dal presidio è diminuita sensibilmente. Sempre più visitatori arrivano al sito con visite guidate già prenotate online o tramite tour operator e agenzie di viaggio. Il Parco ricorda inoltre che, per legge, musei e parchi archeologici svolgono direttamente attività di didattica e mediazione culturale, attraverso personale interno e concessioni affidate tramite procedure pubbliche e trasparenti.

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Le criticità segnalate – Nel tempo si è registrato anche un aumento delle segnalazioni negative da parte dei visitatori: scarsa trasparenza, qualità disomogenea delle visite, competenze linguistiche non sempre adeguate e presunte irregolarità fiscali. Su questi aspetti, tuttavia, il Parco ha avuto margini di intervento limitati, trattandosi di professionisti autonomi e non di operatori direttamente riconducibili all’ente. Secondo l’amministrazione, il presidio finiva così per identificare impropriamente il Parco con un servizio privato, comportando anche costi pubblici non più giustificabili.

Il nuovo regolamento del 2025 – Il nuovo regolamento approvato dal Consiglio di Amministrazione nel 2025 recepisce le evoluzioni normative e culturali del settore e non prevede più il presidio delle guide private all’interno del sito. Parallelamente, il Parco ha potenziato la propria offerta didattica, senza precludere in alcun modo l’accesso e l’attività delle guide private abilitate. L’obiettivo dichiarato è uniformarsi ai modelli organizzativi adottati da altri musei e parchi archeologici, sia in Italia che all’estero, garantendo maggiore chiarezza tra servizi pubblici e offerte private.

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“Una scelta che farà bene a tutti” – A commentare il cambiamento è il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, che difende il valore della professione di guida: “È un lavoro difficile, bellissimo e importante. Il Parco continuerà a impegnarsi affinché le guide che operano con professionalità trovino le migliori condizioni possibili”. Proprio in queste settimane, fa sapere il direttore, è in corso un programma di aggiornamento e formazione molto partecipato, segno di un dialogo che resta aperto. Per i visitatori, conclude il Parco, non si tratta di una riduzione dei servizi, ma di una maggiore trasparenza nella scelta dell’offerta culturale, pubblica o privata, di cui usufruire durante la visita a Pompei.