Torre del Greco, città dai due volti: record di turisti, ma residenti in fuga
Report | Numeri da incubo
13 febbraio 2026
Report | Numeri da incubo

Torre del Greco, città dai due volti: record di turisti, ma residenti in fuga

Nell’anno dei 140.000 pernotti, gli abitanti calano a 79.000. L’idea di un Comune per un week end, ma difficile da vivere
Alberto Dortucci

Il report | I numeri da incubo La città dai due volti È record di turisti, ma residenti in fuga Torre del Greco. C’è un’immagine che racconta meglio di qualsiasi grafico la Torre del Greco del 2025: le camere degli alberghi piene, i B& b in overbooking, i ristoranti affollati tutti i weekend, mentre le valigie dei residenti - in particolare, giovani e famiglie - continuano a lasciare la città. Un paradosso non solo simbolico, ma certificato dai numeri. Da un lato il boom turistico sventolato con orgoglio dal sindaco Luigi Mennella, con circa 140.000 pernottamenti registrati nell’ultimo anno; dall’altro una città che, per la prima volta dagli anni Settanta, scende sotto la soglia psicologica degli 80.000 abitanti. È il segno più evidente di una trasformazione profonda e - sotto certi aspetti inquietante: Torre del Greco sembra diventare più una città «a misura di visitatore», ma sempre meno «a misura di residente». Una città che si vende bene fuori, ma che fatica a trattenere chi ci vive ogni giorno. I due volti della città Il turismo - a partire dall’insediamento di Luigi Mennella & company - è diventato un motore economico importante. Il Vesuvio, il mare, il corallo, la posizione strategica tra Napoli e la Costiera, gli eventi organizzati dall’amministrazione comunale: tutto concorre a rendere la città attrattiva per chi arriva da fuori. Ma la stessa città che affascina il turista per un weekend, appare sempre meno appetibile per chi ci deve costruire un futuro. Tra servizi carenti, traffico cronico, mancanza di spazi pubblici di qualità, precarietà occupazionale e una percezione diffusa di scarsa vivibilità urbana, il saldo è sempre più negativo: si viene a dormire, ma si sceglie di non restare. I dati dell’ex Provincia I dati demografici diffusi dalla Città Metropolitana di Napoli fotografano con crudezza questa contraddizione. Al primo gennaio 2025 i residenti sono 79.397, in calo rispetto agli 80.069 dell’anno precedente. Un dato simbolico, ma anche sostanziale: la città perde abitanti in modo costante e perde soprattutto popolazione attiva, quella che lavora, consuma, fa figli, costruisce comunità. Nel solo 2024 il saldo complessivo tra nascite, decessi e migrazioni è stato negativo per 672 persone. Un’emorragia silenziosa che - anno dopo anno - ridisegna il profilo sociale della città. Il quadro è aggravato dal forte squilibrio tra nascite e decessi: 588 nuovi nati contro 878 morti, con un saldo naturale negativo di 290 unità. A questo si aggiunge un saldo migratorio altrettanto negativo: 1.215 persone hanno lasciato Torre del Greco, contro 807 nuovi arrivi. Anche il bilancio con l’estero è in perdita: 148 partenze contro 98 ingressi. Segnali di una città che non riesce ad attrarre nuova popolazione stabile, nemmeno in un contesto nazionale segnato da flussi migratori crescenti. Crescono gli anziani L’età media cresce e il tessuto demografico si fa sempre più anziano. Oltre il 22% dei residenti ha più di 64 anni, mentre i giovani sotto i 14 anni sono meno del 14%. A colpire è anche la bassissima percentuale di stranieri residenti, poco sopra l’1%. In molte città italiane di dimensioni simili, la presenza di nuovi residenti stranieri rappresenta una risorsa demografica ed economica. A Torre del Greco, invece, il contributo è marginale, segno di una scarsa capacità di attrarre e integrare nuove comunità. In questo scenario, il boom turistico rischia di diventare una foglia di fico: una vetrina brillante che nasconde una realtà più fragile. Una città che funziona come destinazione, ma che non convince come luogo in cui vivere. Una città che accoglie chi arriva per pochi giorni, ma perde chi dovrebbe restarci per una vita. @riproduzione riservata Nell’anno dei 140.000 pernotti, gli abitanti calano a 79.000 L’idea di un Comune per un week end, ma difficile da vivere