Un francobollo per Margherita di Savoia: volto glamour e di ferro dell’Italia Unita
IL CENTENARIO
13 febbraio 2026
IL CENTENARIO

Un francobollo per Margherita di Savoia: volto glamour e di ferro dell’Italia Unita

A cent’anni dalla scomparsa, l’Italia omaggia la sovrana che trasformò la monarchia in un fenomeno di costume, tra vette alpine, salotti intellettuali e l’eterno mito della pizza
Marco Cirillo

L’immagine che da oggi viaggerà sulle buste di tutta Italia non è solo un tributo filatelico, ma un portale verso un’epoca di grandi trasformazioni. Il francobollo emesso oggi ritrae Margherita di Savoia nel celebre dipinto di Giuseppe Bertini: indossa l’abito tradizionale di Gressoney, testimonianza del suo amore viscerale per la Valle d’Aosta e per quella montagna che scalava con una determinazione insolita per le donne del suo tempo. Ma chi era davvero la “Regina Madre” che riuscì a farsi amare dalle folle pur restando un’irriducibile conservatrice? E qual era il suo rapporto con Napoli?

 

Una Rosa tra i Savoia: l’Ascesa al Trono
Nata a Torino nel 1851 dal Duca di Genova e da Elisabetta di Sassonia, Margherita portava nel DNA il rigore della dinastia e la raffinatezza delle corti europee. Il matrimonio con il cugino Umberto I, celebrato nel 1868, non fu solo un’unione dinastica, ma l’inizio di una vera e propria operazione di “marketing politico” ante litteram. In un’Italia giovane e ancora frammentata, la monarchia aveva bisogno di un volto umano e affascinante. Margherita, con la sua bionda bellezza e la sua capacità comunicativa, colmò il vuoto lasciato dalla scomparsa della Regina Maria Adelaide, diventando la prima vera “First Lady” della nazione.

 

Tra Reazione e Consenso: lo Stile Margherita
Nonostante il fascino esercitato sulle classi umili, Margherita non nascose mai le sue posizioni reazionarie. Fu una sostenitrice convinta dell’autoritarismo, appoggiando figure controverse come il generale Bava Beccaris. Eppure, questa fermezza politica conviveva con una straordinaria capacità di generare consenso. Seppe creare uno stile italiano che influenzò la moda e l’etichetta dell’epoca: i suoi gioielli, in particolare le leggendarie collane di perle indossate a file sovrapposte, erano l’esibizione del prestigio di una corona che cercava di competere con le grandi corti di Londra e Vienna.

 

La Regina delle Arti e il Salotto del Quirinale
Se Umberto I prediligeva la vita militare e la caccia, Margherita fu l’anima culturale della nazione. Trasformò il Quirinale in un crocevia di intellettuali. Come ricorda il Capitano di Vascello Ugo d’Atri nel bollettino illustrativo, i suoi ritrovi settimanali ospitavano il meglio del pensiero europeo: da Ruggiero Bonghi agli storici Theodor Mommsen e Ferdinand Gregorovius. Fu anche una grande protettrice di Giosuè Carducci; il poeta, inizialmente repubblicano, rimase così folgorato dalla sua grazia da dedicarle l’ode Alla Regina d’Italia, segnando una storica riconciliazione tra la cultura laica e la corona.

 

Il Trono di Napoli: un Legame Strategico
Napoli rappresentò per Margherita un palcoscenico fondamentale per costruire il consenso nel Mezzogiorno. Un dettaglio storico significativo emerge dai recenti restauri a Palazzo Reale: il trono conservato nella reggia, a lungo creduto borbonico, fu in realtà commissionato dai Savoia nel 1874. Questo “nuovo certificato di nascita” dimostra quanto la sovrana tenesse a radicare la presenza sabauda nella capitale dell’ex Regno delle Due Sicilie, rinnovando gli arredi reali per adeguarli al nuovo corso unitario e fondere la rigida etichetta piemontese con la stratificata cultura mediterranea.

 

Il Simbolo del Tricolore: La Pizza Margherita
Il rapporto con Napoli è passato alla storia soprattutto attraverso un episodio diventato leggenda: la nascita della Pizza Margherita. Nel giugno del 1889, durante un soggiorno alla Reggia di Capodimonte, il pizzaiolo Raffaele Esposito fu chiamato a preparare delle pizze per la sovrana. Tra le varie proposte, Margherita predilesse quella condita con pomodoro, mozzarella e basilico, i cui colori richiamavano esplicitamente il Tricolore. Fu una mossa comunicativa straordinaria: la Regina trasformò un cibo considerato allora “umile” in un simbolo nazionale, legando per sempre il suo nome a un capisaldo della cultura partenopea.

 

Alpinismo e Identità: l’Eredità di un’Icona
Il legame con la terra si estendeva fino alle vette della Valle del Lys. Margherita era un’esperta alpinista che sfidava i pregiudizi di genere, arrivando a scalare il Monte Rosa dove oggi sorge il rifugio più alto d’Europa a lei intitolato. Con la sua morte, avvenuta a Bordighera il 4 gennaio 1926, si chiudeva un’era. Margherita di Savoia passò alla storia come la donna che aveva saputo “nazionalizzare” la monarchia. Il nuovo francobollo non è dunque solo un pezzo da collezione, ma l’invito a riscoprire una sovrana che, tra un salotto letterario, una pizza a Napoli e una scalata in alta quota, ha cucito insieme i pezzi di un’Italia che cercava ancora se stessa.

 

Il francobollo, notizie per i collezionistiL’iniziativa è del Ministero delle Imprese e del Made in Italy in occasione del centenario della scomparsa. Il francobollo relativo al valore della tariffa B pari a 1,30€ avrà una tiratura di 2025 esemplari è stampato dall’Istituto Poligrafico dello Stato in rotocalcografia, su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva con imbiancante ottico. Il bozzetto è a cura del Centro Filatelico dell’Officina Carte Valori e Produzioni Tradizionali dell’Istituto Poligrafico. La vignetta riproduce un particolare del dipinto “Ritratto della Regina Margherita con costume tipico di Gressoney” di Giuseppe Bertini, realizzato nel 1890 e conservato nel Castel Savoia di Gressoney-Sant-Jean in Valle d’Aosta. Sullo sfondo del dipinto la Valle del Lys, meta designata dalla Regina per le sue vacanze. Completano il francobollo la legenda “Regina Margherita di Savoia” e le date “1851-1926”, la scritta “Italia” e l’indicazione tariffaria “B”. L’annullo primo giorno di emissione sarà disponibile presso lo Spazio filatelia Genova.