L'inchiesta sul "cuore bruciato" al centro trapianti dell'ospedale Monaldi di Napoli ha subito una brusca accelerazione, trasformando un dramma sanitario…
IL CASO MONALDI
14 febbraio 2026
IL CASO MONALDI
Bimbo con il cuore di ghiaccio a Napoli. Sua madre: «Tommaso è un guerriero, arriverà un cuore»
Dramma al Monaldi: tra inchieste della Procura e pareri medici discordanti, la battaglia per salvare la vita al piccolo di due anni. Tutto il Paese segue il caso con il fiato sospeso
Tommaso è un guerriero. Sua madre stringe i pugni e spera nel miracolo. Spera che arrivi un cuore nuovo per il suo bambino, tenuto in vita dai macchinari nell’ospedale Monaldi di Napoli. Nonostante il dolore e l’attesa estenuante, la determinazione di Patrizia Mercolino non vacilla. All’ingresso dell’ospedale Monaldi di Napoli, la madre del piccolo di due anni, vittima di un trapianto di cuore fallito a dicembre, ha ribadito la sua volontà di lottare accanto al figlio: «È un guerriero. E come lui, io non mollo. Deve arrivare un nuovo cuore per farlo tornare a casa». In un momento di estrema sofferenza, la donna ha ricevuto la visita di solidarietà del Cardinale Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli, che ha portato il suo conforto lontano dai riflettori.
Il bivio clinico: Monaldi e Bambin Gesù a confronto
Sulle possibilità di un secondo intervento pende ora un’ombra di incertezza scientifica. Mentre l’ospedale Monaldi mantiene il bambino nella lista d’attesa per un nuovo trapianto, ritenendo che vi siano ancora margini clinici per tentare, il Bambin Gesù di Roma ha espresso un parere contrario. Secondo gli specialisti della capitale, le condizioni del piccolo — attualmente in coma farmacologico e assistito da un macchinario Ecmo — sarebbero troppo compromesse per sostenere una nuova operazione. Il peggioramento progressivo degli altri organi complica un quadro già definito di “grave criticità”.
L’inchiesta: l’ipotesi del ghiaccio secco e i sei indagati
La Procura di Napoli, guidata dal sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante e dall’aggiunto Antonio Ricci, sta indagando per lesioni colpose. Al centro dell’inchiesta ci sono sei sanitari delle équipe che hanno effettuato l’espianto a Bolzano e il successivo trapianto a Napoli. L’ipotesi shock avanzata dal legale della famiglia, l’avvocato Francesco Petruzzi, riguarda la conservazione dell’organo: si sospetta che, al posto del ghiaccio tradizionale, sia stato utilizzato ghiaccio secco (capace di raggiungere i -75°C), che avrebbe irrimediabilmente danneggiato i tessuti cardiaci prima ancora dell’intervento.
Le richieste della famiglia: nuovi periti e medici diversi
L’avvocato Petruzzi ha depositato un’integrazione alla querela, chiedendo un incidente probatorio su tutta la documentazione clinica e sui verbali dell’équipe multidisciplinare. Una posizione netta è stata presa anche sulla scelta del chirurgo per l’eventuale secondo trapianto: la famiglia chiede che non sia lo stesso medico del primo intervento a operare, poiché quest’ultimo figura tra gli indagati. Intanto, il Nas di Napoli ha già sequestrato il box utilizzato per il trasporto dell’organo per sottoporlo a perizia tecnica.
Mobilitazione istituzionale: Ministero e Regione in campo
Il caso ha scosso profondamente le istituzioni. Il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha assicurato la massima trasparenza, mentre il Presidente della Regione Campania Roberto Fico ha definito la vicenda “dolorosissima e terribile”. Sul campo sono già al lavoro gli ispettori inviati dal Ministero e dalla Regione per verificare eventuali protocolli violati, mentre la direzione dell’azienda ospedaliera ha confermato la piena collaborazione con gli inquirenti per fare luce su un calvario iniziato lo scorso 23 dicembre.

