Campo Largo, a Napoli scocca l’ora dell’unità: Schlein e Fico lanciano la sfida al Governo
Il Complesso Monumentale di Santa Chiara non è stato scelto a caso per la seconda tappa di “L’Italia che sentiamo”. Tra le mura cariche di storia di via Santa Chiara, il Partito Democratico ha voluto plasticamente dimostrare che l’alternativa al governo Meloni non è solo possibile, ma è già realtà amministrativa. Napoli e la Campania, dopo la recente vittoria alle regionali, rappresentano oggi il cuore pulsante del “Campo Largo”, un esperimento politico che Elly Schlein intende trasformare in un modello nazionale. La due giorni di ascolto ha sancito una tregua armata — o forse una nuova sintonia — tra le diverse anime del progressismo, mettendo al centro temi sociali capaci di ricompattare l’elettorato: lavoro, scuola e autonomia universitaria.
Roberto Fico e la bandiera del Salario Minimo Regionale
Il debutto di Roberto Fico nelle vesti di Presidente della Regione Campania ha segnato un cambio di passo simbolico e concreto. Nel suo intervento, Fico ha rivendicato un “nuovo protagonismo” delle forze politiche, basato non sulla gestione del potere fine a se stessa, ma sull’attuazione rigorosa del programma elettorale. Il vessillo di questa nuova stagione è il disegno di legge sul salario minimo, approvato dalla Giunta come primo atto ufficiale. “Spero che il Consiglio lo approvi in tempi record”, ha incalzato Fico, sottolineando come la dignità del lavoro sia il collante principale della coalizione. Per il nuovo Governatore, la serietà dell’azione amministrativa è la migliore risposta alle critiche, dimostrando che l’intesa tra PD e Movimento 5 Stelle può produrre riforme strutturali partendo dai territori.
Il nodo Salerno e l’ombra lunga di Vincenzo De Luca
Nonostante il clima di unità, la questione delle prossime elezioni amministrative a Salerno ha proiettato un’ombra di realpolitik sul palco di Santa Chiara. Il tema è delicatissimo: le ambizioni di Vincenzo De Luca e la tenuta del Campo Largo in una roccaforte storica. Elly Schlein ha risposto con una fermezza diplomatica, delegando la gestione al partito regionale ma ponendo un paletto invalicabile: il rispetto dell’alleanza. “Seguiamo con estrema attenzione la strada del rapporto con i nostri alleati”, ha dichiarato la segretaria, lanciando un messaggio neanche troppo velato a chiunque intenda correre da solo o rompere lo schema che ha portato alla vittoria regionale. La linea del Nazareno è chiara: l’unità della coalizione vale più delle carriere dei singoli “sceriffi”.
Manfredi e la “Politica della Generosità”
A fare da ponte tra le diverse anime ci ha pensato Gaetano Manfredi. Il Sindaco di Napoli, forte di un consenso trasversale e di un rapporto solido con Schlein e Fico, ha invocato “generosità da parte di tutti”. Per Manfredi, il futuro del centrosinistra dipende dalla capacità di far prevalere il progetto collettivo sulle ambizioni personali, specialmente a Salerno. “Fare il Campo Largo a Napoli, dove governiamo con successo sia il Comune che la Regione, è il miglior viatico per il futuro del Paese”, ha ribadito il primo cittadino. La sua visione è pragmatica: la proposta politica deve essere competitiva e credibile, e questa credibilità nasce dalla capacità di dimostrare che le forze progressiste sanno governare insieme le grandi aree metropolitane.
Scuola e Università: la trincea contro le diseguaglianze
L’attacco più frontale al Governo nazionale è arrivato sul fronte dell’istruzione. Elly Schlein ha dipinto un quadro allarmante, parlando di un Paese che “non crede nel futuro” se smette di investire sulla scuola. La segretaria ha chiesto spazi di qualità per gli studenti, paghe europee per gli insegnanti e un impegno concreto contro il bullismo e l’intolleranza attraverso l’educazione all’affettività. Ancora più duri i toni sull’Università: Schlein ha denunciato un “attacco silenzioso ma insidioso” agli atenei pubblici, paragonando le manovre dell’esecutivo italiano a quelle della destra trumpiana negli Stati Uniti. Il riferimento è ai tagli lineari e alla proposta di inserire membri di nomina governativa nei Cda delle Università, una mossa giudicata “inaccettabile” e lesiva dell’autonomia accademica.
Un progetto per il Paese
La tappa napoletana si chiude con la consapevolezza che il Campo Largo ha trovato una sua grammatica comune. La sfida ora è trasformare i discorsi di Santa Chiara in una mobilitazione nazionale che sappia parlare alle periferie, ai giovani precari e al ceto medio impoverito. Se il “modello Napoli” riuscirà a superare lo scoglio delle amministrative salernitane senza frantumarsi, la strada verso la sfida nazionale alla destra potrebbe farsi meno impervia.

