Elezioni a Pompei: l’ex sindaco D’Alessio si propone. Ipotesi terzo polo
IL DOPO LO SAPIO
14 febbraio 2026
IL DOPO LO SAPIO

Elezioni a Pompei: l’ex sindaco D’Alessio si propone. Ipotesi terzo polo

Aumentano i papabili alla poltrona più importante di Palazzo De Fusco. Di Casola sarebbe l'uomo dei Dem. Torna in campo anche Iuliano
Vincenzo Lamberti

Claudio D’Alessio prova a rimettere piede al centro della scena politica pompeiana. A testimoniarlo sono i manifesti già affissi e quattro simboli che sarebbero pronti a sostenerlo. A Pompei, dove la corsa verso le elezioni di primavera è appena entrata nel vivo, l’ex sindaco si candida a essere l’uomo capace di sparigliare le carte in una partita che, fino a poche settimane fa, sembrava destinata a giocarsi su equilibri più prevedibili.

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Casa Riformista, Avanti Sud, Pompei Internazionale e Cattolici e Democratici: quattro contenitori che delineano l’embrione di un «terzo polo» civico-politico. Non è ancora chiaro quanto consenso reale D’Alessio riuscirà ad aggregare, ma il segnale è politico prima ancora che elettorale. L’ex primo cittadino sembra convinto che il quadro frammentato e le difficoltà degli altri schieramenti possano aprire uno spazio. E in una città ancora segnata dalla scomparsa del sindaco Carmine Lo Sapio, ogni vuoto pesa il doppio.

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Proprio il fronte che fa riferimento all’eredità di Lo Sapio, all’Epifania, ha stretto un patto per dare continuità al percorso amministrativo avviato negli ultimi anni. Un accordo politico che punta a presentarsi agli elettori come argine alla frammentazione e garanzia di stabilità. Ma sotto la superficie non mancano le tensioni. Il nodo vero resta il nome del candidato sindaco. Peppe La Marca, tra i protagonisti dell’attuale maggioranza, vorrebbe ritagliarsi uno spazio più ampio e ambisce a un ruolo di primo piano.

 

Tuttavia, la partita è tutt’altro che chiusa e non è affatto scontato che riesca a trovare la convergenza necessaria. Le trattative sono in corso e gli equilibri interni appaiono delicati. Sul versante del Partito Democratico, intanto, si muove qualcosa. Al segretario metropolitano Dinacci il circolo locale dem ha proposto di candidare Domenico Di Casola, già in campo nel 2020 e sconfitto in quella tornata elettorale. Un nome che potrebbe rappresentare un punto di ripartenza per il PD locale, alla ricerca di una linea chiara dopo anni complessi. La scelta, però, non è priva di incognite: riproporre una candidatura già battuta potrebbe essere letto come segnale di continuità o, al contrario, di mancanza di rinnovamento.

 

E poi ci sono le «mine vaganti», figure e gruppi che potrebbero incidere in modo significativo sugli equilibri finali.  Tra questi, un altro ex sindaco, Nando Uliano, il cui eventuale ritorno in campo aggiungerebbe un ulteriore elemento di imprevedibilità. C’è poi il gruppo politico che fa capo a Marino Veglia e Michele Troianiello, intenzionato a costruire una propria lista, in una competizione ancora fluida, in cui non si delinea ancora un quadro chiaro.