Le carceri colabrodo: in un anno sequestrati 65 chili di droga nelle celle
In questi giorni la Corte di Cassazione ha sancito la condotta omissiva colposa di un’Amministrazione penitenziaria per non aver adottato le misure idonee a controllare l’ingresso degli stupefacenti nella struttura e non aver effettuato adeguati controlli sanitari. Lo ricorda Nello Bongiovanni, dirigente provinciale Unione sindacati di polizia penitenziaria, intervenuto in seguito alle due morti negli ultimi 15 giorni, probabilmente per overdose, nella casa circondariale di Augusta.
Bongiovanni ha messo in evidenza alcuni dati: «Nel 2016 le morti per suicidio sono state 40 e 75 per altre cause per un totale di 115 decessi. Nel 2025 le morti per suicidio sono state 80 e 161 per altre cause per un totale di 241. E nel 2026 sette suicidi e 15 morti per altre cause». Aldo Di Giacomo, segretario del Sindacato polizia penitenziaria, ha sottolineato che «la droga circola in grandi quantitativi specie nelle carceri siciliane, lombarde e campane».
Nel corso dell’anno – osservano i sindacati – i sequestri effettuati negli istituti penitenziari ammontano a 65 chili di sostanze stupefacenti di ogni tipo. Anche se più recente molto pericoloso è l’ingresso nelle celle di ‘blu punisher’ e di altri tipi di pasticche. Il mercato della droga in carcere si è evoluto: tra pastiglie di farmaci tritati o sniffati, cerotti alla morfina, francobolli con colla ricavata da stupefacenti.

