L’urlo del vescovo nel giorno di Sant’Antonino: «Scacciamo il demonio della corruzione da Sorrento»
SISTEMA SORRENTO
14 febbraio 2026
SISTEMA SORRENTO

L’urlo del vescovo nel giorno di Sant’Antonino: «Scacciamo il demonio della corruzione da Sorrento»

In occasione della processione, monsignor Francesco Alfano ha parlato ai cittadini accorsi per l'omaggio al santo patrono. «Difendiamo il futuro di questa terra»
Vincenzo Lamberti

Un’invocazione che suona come un monito collettivo, nel giorno del santo patrono. Dal pulpito, davanti alla città riunita per Sant’Antonino, l’arcivescovo di Sorrento-Castellammare di Stabia, Monsignor Francesco Alfano, va dritto al cuore di una comunità che attraversa uno dei passaggi più delicati della sua storia recente, in un periodo segnato da tensioni politiche e scandali che hanno profondamente scosso la vita amministrativa locale.

 

«Scacciamo il demonio. Il demonio dell’egoismo, il demonio dell’indifferenza, il demonio dell’ingiustizia, il demonio della corruzione», ha detto il vescovo, ponendo l’accento sulle piaghe morali che affliggono la società. Poi, proseguendo con uno sguardo alla responsabilità di ciascuno, ha aggiunto: «Le nostre città sono piene di corruzione, poi ci scandalizziamo quando scoppia il caso. Ma ci siamo tutti un po’ dentro. Quando ci serve la accettiamo, poi puntiamo il dito».

 

Parole che suonano come un richiamo a una presa di coscienza collettiva, un invito a riflettere su quanto la corruzione e l’indifferenza possano radicarsi in ogni aspetto della vita quotidiana. Non è un caso che queste parole arrivino in un momento particolarmente delicato per Sorrento. Dallo scorso maggio, il Comune è commissariato, guidato dal commissario straordinario Rosalba Scialla, a seguito delle dimissioni di undici consiglieri su sedici, successive all’arresto dell’allora sindaco Massimo Coppola, accusato di aver percepito una tangente insieme a un suo collaboratore da un imprenditore del servizio di refezione scolastica.

 

Una vicenda che ha aperto una fase di forte instabilità e incertezza amministrativa. Nei mesi successivi, le indagini sul cosiddetto «Sistema Sorrento», relative ai presunti appalti pilotati al Comune, hanno ulteriormente complicato il quadro. Coppola è rinviato a giudizio per entrambe le vicende, mentre nel filone legato agli appalti è stato rinviato a giudizio anche Lello il Sensitivo, ritenuto dagli inquirenti un complice dell’ex sindaco. Una sequenza di eventi che ha scosso la fiducia dei cittadini, generando interrogativi profondi sul funzionamento delle istituzioni e sull’etica pubblica. In questo contesto, le parole dell’arcivescovo assumono un peso particolare.

 

Un richiamo morale alla responsabilità diffusa, a guardare dentro se stessi prima di puntare il dito sugli altri.  La celebrazione di Sant’Antonino diventa così un momento di riflessione collettiva. La città, pur ferita dagli scandali e dalle difficoltà amministrative, è chiamata a interrogarsi sul modello di comunità che vuole costruire, sulla capacità di ricostruire fiducia e legalità. Le parole del vescovo diventano così un appello civile a riconoscere il peso delle proprie azioni, a spezzare le catene della complicità silenziosa e a non accettare l’ingiustizia come normalità.