Caivano, lettere minatorie a don Patriciello con minacce anche a Meloni
Una serie di lettere minatorie è stata recapitata al parroco di Caivano don Maurizio Patriciello.
Oltre che don Patriciello, oggetto delle minacce sono la presidente del consiglio Giorgia Meloni e il giornalista Marco Cappellari, de L’Altipiano, autore di diversi articoli su don Patriciello e destinatario di lettere dal contenuto analogo a quelle ricevute dal parroco di Caivano.
Oggi, al termine di un tavolo tecnico delle forze dell’ordine, a Caivano, è stato deciso che saranno aumentate le misure di sicurezza personali e territoriali.
Informato dell’accaduto, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha avuto un colloquio telefonico con il prefetto di Napoli, Michele di Bari. Il prefetto ha quindi convocato per stasera, a Caivano, una riunione tecnica di coordinamento dei vertici delle forze di polizia per definire i necessari interventi.
Intanto diverse le manifestazioni di solidarietà arrivate a don Patriciello. “Voglio esprimere con forza personalmente e a nome dell’amministrazione comunale la piena solidarietà al nostro parroco Padre Maurizio Patriciello e al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni per le ulteriori indegne, sconcertanti minacce subite.
Saremo vicini al nostri Parroco ed evidentemente ribadiamo la nostra totale abiura ad ogni forma di illegalità, soprusi, violenza, camorra”, scrive sui social il sindaco di Caivano, Antonio Angelino. “Esprimo solidarietà e vicinanza a don Maurizio Patriciello. L’ho sentito ed è sempre più determinato a proseguire il suo impegno nella comunità”, sostiene Alessandro Battilocchio, deputato di Forza Italia e presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle periferie.
Per la tutela di don Maurizio Patriciello saranno aumentate le misure di sicurezza personali e territoriali. È quanto deciso dal tavolo tecnico delle forze dell’ordine che si è svolto questo pomeriggio a Caivano a seguito di una lettera di minacce a don Maurizio, parroco al parco Verde di Caivano. Anche parlando al termine della messa il prefetto di Napoli ha ribadito che lo Stato non arretrerà.

