Castellammare. Quattromila pratiche di condono inevase, task force al Comune
Smaltire oltre quattromila istanze di condono che giacciono negli armadietti degli uffici comunali da oltre 30 anni. E’ questa la mission impossible che l’amministrazione comunale di Castellammare di Stabia ha affidato ad un gruppo di lavoro formato da 15 dipendenti comunali, provenienti da diversi settori, che dovranno occuparsi solo dei condoni. Gli impiegati si sono messi dunque al lavoro su una montagna di carte da cui dipende il futuro di migliaia di famiglie e forse anche delle casse del Comune di Castellammare di Stabia, che potrebbe incassare cifre importanti dai proprietari di immobili condonabili. A questo bisogna sommare la necessità di dare esecuzione a circa una ventina di abbattimenti ordinati dalla Corte d’Appello di Napoli e dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata.
I numeri sono impressionanti
Su 6.350 istanze di condono che sono state presentate fin dal 1985, ne restano da evadere 4.039. Di queste, sono 2.700 quelle che non sono state nemmeno istruite. Mentre altre 723 necessitano di approfondimenti, in particolare per integrazioni documentali da richiedere ai proprietari degli immobili. Altre 160 pratiche sono state sospese dalla Commissione Locale Paesaggio, che ne ha approvate invece 456.
La precedente task force
L’idea di mettere in piedi una task force era stata partorita dai commissari straordinari che s’insediarono a Palazzo Farnese dopo lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose del 2022, con l’obiettivo di mettere ordine sul tema dell’urbanistica, dopo lunghi anni di lassismo. Ma durante quei mesi di lavoro a cavallo tra la fine del 2022 e il 2023, il gruppo di lavoro riuscì a combinare poco o nulla, anche per via della forte carenza di personale negli uffici.
Le verifiche necessarie
Adesso l’amministrazione di centrosinistra ci riprova, anche perché il tema della lotta all’abusivismo edilizio incide tanto nel giudizio della commissione d’accesso che deve valutare l’operato del Comune da quando alla guida è tornata la politica. E’ un lavoro enorme quello che attende il Comune, ma l’obiettivo è quello di chiudere – entro il 2026 – un capitolo come quello dei condoni edilizi, che in molti casi viene utilizzato anche in modo clientelare da chi fa politica. Al termine del lavoro svolto dal gruppo di lavoro comunale, chi avrà diritto al condono potrà ottenerlo, in caso contrario saranno avviate le procedure per gli abbattimenti.
Gli abbattimenti mai fatti
Proprio su quest’ultimo capitolo, il Comune – almeno da un decennio – è in ritardo per l’esecuzione degli abbattimenti ordinati dalla Corte d’Appello di Napoli e dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Ci sono 22 immobili che dovranno andare giù perché costruiti senza alcun permesso, ignorando i vincoli ambientali e paesaggistici, e già oggetto di sentenze d’abbattimento passate in giudicato anche da oltre un decennio. Il problema, per lungo tempo, è stato quello di trovare le risorse necessarie per procedere alle demolizioni, ma negli ultimi anni attraverso la Cassa Depositi e Prestiti c’è stata un’accelerata nelle procedure. E adesso, l’obiettivo dell’amministrazione è quello di chiudere i conti anche con gli abusivisti.

