Italia, record di medaglie olimpiche. I premi Coni lontanissimi dalle cifre del calcio
TRIONFI AZZURRI
15 febbraio 2026
TRIONFI AZZURRI

Italia, record di medaglie olimpiche. I premi Coni lontanissimi dalle cifre del calcio

Il medagliere segna 8 ori e 22 medaglie, frantumando il precedente record di Lillehammer 1994 (20 podi) e i 5 ori di Torino 2006
Marco Cirillo

Il cielo è azzurro sopra le Alpi, sopra la Madonnina e sopra le Dolomiti. Quando mancano ancora sette giorni alla chiusura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, l’Italia ha già riscritto la storia. Il tassametro del medagliere segna 8 ori e 22 medaglie totali, frantumando il precedente record di Lillehammer 1994 (20 podi) e i 5 ori di Torino 2006.

 

Ma mentre la nazione celebra i suoi eroi del ghiaccio e della neve, emerge un paradosso tutto italiano: il “tesoretto” che il CONI sborsarà per premiare questi campioni, pur essendo un record assoluto di quasi 5 milioni di euro, appare come una goccia nel mare se paragonato ai bilanci del calcio, per esempio.

 

L’epopea di Federica Brignone: la “Tigre” come Alberto Tomba
​Il volto copertina di questa spedizione non può che essere quello di Federica Brignone. A 35 anni, la sciatrice valdostana ha compiuto l’impresa che sembrava destinata a restare un unicum nella storia: eguagliare Alberto Tomba.

 

Come il “Bolognese Volante” a Calgary ’88, Federica ha centrato una doppietta d’oro da leggenda, trionfando sia in Super-G che in Slalom Gigante.
​La sua vittoria nel Gigante è stata un capolavoro di tecnica e nervi saldi. Sotto gli occhi del Presidente Mattarella, la Brignone ha pennellato curve impossibili.

 

Con questo successo, Federica diventa l’atleta italiana più medagliata di sempre alle Olimpiadi invernali, una “Paperona” per merito sportivo che incasserà dal CONI 360.000 euro netti (frutto di due ori). Una cifra importante, certo, ma che fa riflettere: il premio per la carriera di una vita dedicata allo sci equivale a circa due settimane di stipendio di un calciatore di media fascia in un top club italiano.

 

Un medagliere di platino: da Lollobrigida a Vittozzi
​Non c’è solo la Brignone. Francesca Lollobrigida divide con Federica il trono economico dei premi. La regina del pattinaggio di velocità ha dominato i 3000m e i 5000m, portando a casa altri due ori che valgono altrettanti 360.000 euro. È la consacrazione di un’atleta che ha saputo rialzarsi dopo ogni caduta, diventando il simbolo della resilienza azzurra.

 

​E che dire di Lisa Vittozzi? Il biathlon italiano ha finalmente trovato la sua imperatrice. L’oro nell’inseguimento e l’argento nella staffetta mista (insieme a Wierer, Giacomel e Hofer) hanno portato il suo bottino personale a 270.000 euro. Un successo che arriva dopo anni di “crisi al poligono” superati con una forza mentale straordinaria.

 

Il bilancio del CONI: lo slittino e i premi collettivi
​Se il CONI sorride per il prestigio, il suo ufficio di ragioneria deve fare i conti con un regolamento generoso. Lo sport che sta letteralmente “sbancando” le casse è lo slittino. Con quattro medaglie, la disciplina ha generato un costo di 1,2 milioni di euro. Il motivo? I premi per le gare a coppie e a squadre vengono versati integralmente a ogni singolo componente.

 

​Le due storiche medaglie d’oro nel doppio maschile (Rieder/Kainzwaldner) e femminile (Vötter/Oberhofer) costano da sole 720.000 euro. A questi si aggiungono i premi per il bronzo nel Team Relay, dove ogni frazionista riceverà 60.000 euro. È la “tassa del successo” che il Presidente Malagò pagherà con orgoglio, sottolineando come l’Italia sia uno dei Paesi che premia meglio i propri atleti (180 mila per l’oro contro i miseri 37 mila degli USA).

 

Il confronto impietoso con il calcio
​Nonostante lo sforzo del CONI, che verserà i premi “puliti” dalle tasse facendosene carico, il paragone con il mondo del calcio resta stridente. I 4,92 milioni di euro accumulati finora dai 48 medagliati azzurri coprirebbero a malapena l’ingaggio annuale di un buon difensore della Juventus o dell’Inter.

​Mentre un calciatore guadagna milioni grazie a contratti pluriennali e diritti d’immagine (spesso senza alcun merito), l’atleta olimpico si gioca tutto in quattro anni di sacrifici per una manciata di minuti (o secondi) di gloria. I premi CONI rappresentano per molti di loro — che spesso appartengono ai Gruppi Sportivi Militari — il capitale per pianificare un futuro post-agonistico, mentre per una stella del calcio sono poco più che “spese di rappresentanza”.

 

Un’ultima settimana per sognare
​Con 22 medaglie in tasca, l’Italia non ha intenzione di fermarsi. Il record è già realtà, ma mancano ancora le prove di staffetta nello sci di fondo, dove Federico Pellegrino cerca l’ultimo acuto, e le finali di Short Track con una Arianna Fontana mai doma (già argento nei 500m).
​Milano-Cortina 2026 ci sta regalando l’immagine di un’Italia vincente, multidisciplinare e coraggiosa. Gli atleti si godono la gloria e i premi, consapevoli che, sebbene le cifre del calcio restino un miraggio, l’affetto della gente e il posto nella storia non hanno prezzo.