La verità agghiacciante sul piccolo Tommaso: il cuore ha viaggiato in una scatola di plastica
TRAPIANTO AL MONALDI
15 febbraio 2026
TRAPIANTO AL MONALDI

La verità agghiacciante sul piccolo Tommaso: il cuore ha viaggiato in una scatola di plastica

La madre del bambino, in un appello straziante, ha chiesto che non venga spenta la speranza, nonostante il parere discorde tra gli ospedali sulla fattibilità di un nuovo trapianto
Raffaele Vitiello

​Il caso del piccolo Tommaso, il bambino di due anni ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli, ha squarciato il velo sulle procedure di emergenza nel sistema dei trapianti italiano, rivelando una sequenza di errori che appare, alla luce delle indagini, quasi incredibile.

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Il viaggio dell’organo: tra ghiaccio secco e scatole comuni. ​Secondo quanto emerso dai recenti sequestri, il cuore destinato a Tommaso non avrebbe viaggiato in uno di quei dispositivi tecnologici di ultima generazione che monitorano costantemente i parametri vitali del tessuto.

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L’organo è stato trasportato in un comune box di plastica rigida, simile a quelli utilizzati per i banali trasporti refrigerati. Ma il vero nodo critico non sarebbe tanto il contenitore, quanto il refrigerante scelto. ​Le indagini indicano che, invece del tradizionale ghiaccio fondente (che mantiene una temperatura intorno agli 0°C), sarebbe stato utilizzato del ghiaccio secco (CO_2 solida). Quest’ultimo raggiunge temperature sbalorditive, fino a -78,5°C.

 

Il risultato è stato catastrofico: il cuore, una volta estratto dal box a Napoli, è apparso visibilmente danneggiato, letteralmente “bruciato” dal gelo estremo. Un organo che avrebbe dovuto ridare la vita è arrivato in sala operatoria con i tessuti cristallizzati, compromettendo irrimediabilmente l’esito dell’intervento.  Per la scienza della conservazione, un errore procedurale elementare.

 

​In ambito medico, la conservazione di un cuore per trapianto segue protocolli rigidissimi.

Esistono due strade principali. La prima: ​la tecnica tradizionale (Ischemia Fredda): L’organo viene immerso in soluzioni specifiche e mantenuto tra i 2°C e i 4°C. Il ghiaccio deve raffreddare l’ambiente senza mai toccare direttamente i tessuti. La seconda:  l’Organ Care System (OCS): Una tecnologia avanzata che mantiene il cuore “battente” e irrorato di sangue caldo ossigenato, simulando la fisiologia umana. ​

 

L’uso del ghiaccio secco per un organo intero è considerato un errore macroscopico: mentre è utile per trasportare campioni biologici o vaccini che richiedono il congelamento, per un cuore significa la morte cellulare immediata. È su questo punto che si concentra l’attenzione degli inquirenti: chi ha autorizzato o materiale eseguito il confezionamento a Bolzano? E perché l’equipe non si è accorta del rischio prima della partenza?

 

Le condizioni di Tommaso: una lotta contro il tempo ​

Attualmente, il piccolo Tommaso vive una situazione clinica di estrema criticità. È ricoverato in terapia intensiva, tenuto in vita dall’ECMO (ossigenazione extracorporea), un macchinario che sostituisce temporaneamente le funzioni di cuore e polmoni. Tuttavia, dopo oltre 50 giorni di supporto meccanico, il corpo del bambino inizia a mostrare segni di cedimento. ​

 

Le ultime notizie parlano di un peggioramento dei valori epatici e della funzionalità degli altri organi interni, logorati dalla lunga permanenza in assistenza meccanica. La madre del bambino, in un appello straziante, ha chiesto che non venga spenta la speranza, nonostante il parere discorde tra gli ospedali: se il Bambino Gesù di Roma ha espresso dubbi sulla possibilità di un secondo trapianto a causa della compromissione del quadro clinico, il Monaldi di Napoli continua a considerarlo in cima alla lista d’attesa nazionale. ​

 

Sei indagati e un futuro incerto ​La magistratura ha iscritto nel registro degli indagati sei persone, tra medici e sanitari delle equipe di Napoli e Bolzano, con l’ipotesi di reato di lesioni colpose. Il sequestro del box e delle cartelle cliniche mira a ricostruire ogni minuto di quel trasporto fallimentare. Nel frattempo, si valuta la possibilità di un trasferimento al Niguarda di Milano per l’impianto di un cuore artificiale, un’ultima spiaggia per permettere a Tommaso di resistere fino a quando (e se) arriverà un nuovo organo compatibile. ​