L’addio commosso dei volontari a Taras, l’ucraino accolto a Pompei
IL LUTTO
15 febbraio 2026
IL LUTTO

L’addio commosso dei volontari a Taras, l’ucraino accolto a Pompei

Ospitato da oltre quattro anni nella Casa Santa Maria del Cammino del Centro Giovanni Paolo II del Santuario
metropolisweb

Una lettera che è insieme saluto, gratitudine e carezza. Si apre con parole semplici ma cariche di emozione il ricordo di Taras, l’uomo ucraino accolto da oltre quattro anni nella Casa Santa Maria del Cammino del Centro Giovanni Paolo II del Santuario, scomparso il 12 febbraio a soli 58 anni dopo una vita segnata da profonde sofferenze.

 

«Caro Taras, finalmente hai smesso di soffrire, spero che in Paradiso tu abbia trovato la pace che tanto cercavi e che tanto meritavi. La tua presenza in casa famiglia è stata fondamentale per tutti noi. Nonostante i tuoi silenzi, sei riuscito ad entrare nel cuore di tutti e hai trasmesso ad ognuno qualcosa di profondo». A scrivere è Sara, volontaria del servizio civile, che ha condiviso con lui un tratto importante di cammino. Parole che raccontano un legame nato nella quotidianità, fatto di piccoli gesti, ascolto e fiducia conquistata giorno dopo giorno.

 

«La vita non è stata facile per te, – ha continuato Sara nella lettera – ti ha messo a dura prova tante volte fino a portarti qui da noi, e da me. Spero nell’anno in cui ci siamo conosciuti di essere riuscita a trasmetterti l’amore che tanto meritavi, e che si può avere una famiglia anche se non ci lega nessun legame di sangue. Grazie per esserti aperto con me, per avermi raccontato le tue storie, la tua vita, i tuoi viaggi per il mondo col tuo amato nonno, che ora hai raggiunto. Spero che da lassù tu possa vegliare su noi, su Stefano e su Koko. Noi in cambio, ti assicuriamo che sarai sempre nei nostri cuori e che non ti dimenticheremo mai. Grazie per tutto quello che ci hai donato».

 

Negli ultimi tempi Taras aveva affrontato gravi problemi cardiaci, con lunghi ricoveri ospedalieri, sempre circondato dall’affetto degli altri ospiti e delle responsabili della struttura, Anna e Renata, della Comunità Papa Giovanni XXIII.