Migranti alle pendici del Vesuvio: storie di sfruttamento e sogni spezzati
Arrivano alle falde del Vesuvio con una valigia senza sogni, pochi soldi e l’obiettivo di ricominciare. Sono i migliaia di cittadini migranti che da anni trovano nell’hinterland vesuviano una nuova vita.
Dalla comunità ucraina a quella cinese fino ad arrivare a quella bengalese che sembra aver monopolizzato l’intero hinterland da San Giuseppe Vesuviano, Ottaviano, Palma Campania, San Gennaro Vesuviano. Numeri che nascondono storie di disagio e difficoltà nell’integrazione, ma anche di chi sfrutta il business legato alla loro presenza utilizzandola in modo illecito nelle fabbriche alimentano la filiera imprenditoriale. E se da una parte c’è chi prova ad integrasi sul fronte opposto c’è invece chi ne approfitta e chi a rispettare le regole non ci sta proprio.
Il business degli alloggi tugurio
Come per molte comunità migranti soprattutto quelle con basso reddito o arrivati da percorsi di lavoro poco qualificati, è frequente che la ricerca di alloggi a basso costo porti a forme di convivenza in abitazioni piccole o sovraffollate. Una emergenza che poi porta alla luce situazioni davvero a limite della vivibilità: in box di pochi metri diventate case invece che garage vivono fino a nove persone, senza alcun rispetto delle basilari norme civiche e così sia a San Giuseppe Vesuviano che a Palma Campania spunta il fenomeno degli alloggi tugurio.
Losanno bene entrambi gli amministratori, il sindaco di Palma Campania Nello Donnarumma che il vicesindaco di San Giuseppe Antonio Borriello ospiti negli studi tv di Metropolis per la puntata settimanale di approfondimento sui temi della settimana. Pochi chilometri separano i due comuni ma le emergenze sembrano le stesse e per entrambe le comunità un iter che va dalla repressione delle e tasck force contro le occupazioni abusive alle ordinanze contro odori molesti. Due posizioni diverse ma l’impegno e la finalità è la stessa.
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I controlli a San Giuseppe Vesuviano
«E’ stato un argomento che per il sindaco e la nostra amministrazione ha rappresentato subito uno dei primi obiettivi – spiega Borriello – un obiettivo prioritario vista la necessità di intervenire su questo fenomeno che vede a San Giuseppe vesuviano circa 5400 cittadini non comunitari residenti su una popolazione di circa 31 mila. E’ evidente che il problema si è sviluppato negli ultimi anni anche per la mancata gestione di questo fenomeno e visto il grosso afflusso che parte orientativamente dal 2018 e che oggi chiaramente alimenta un sistema fuori controllo». e
Il vicesindaco racconta delle Task force messe in campo negli alloggi tugurio, ma anche delle tante iniziative per provare a far integrare l’intera comunità persino con una scuola che possa sostenere gli adulti nell’accompagnamento alla conoscenza della lingua italiana, primo grande ostacolo dell’integrazione.
Ma lancia anche un altro allarme ovvero quello della speculazione «la speculazione che viene fatta da un sistema delinquenziale che mette insieme sia cittadini italiani che cittadini stranieri e che mette insieme professionisti, proprietari di immobili non agibili non adeguati e persone della comunità stessa per lucrare sulla pelle di chi ha bisogno basico ovvero una casa».
Le ordinanze del sindaco sceriffo
La stessa istantanea arriva dal Comune di Palma Campania: qui il sindaco Donnarumma ha messo in campo la stessa task force di sgomberi ma sottraendo in più durante i blitz anche i materassi «certamente, quelli in esubero rispetto al numero di persone che ogni alloggio può ospitare per dare un segnale ancora più concreto.
Non si può vedere abitazioni anche con bambini in sovraffollamento, creare b&b sena alcuna autorizzazione ma anche in termini di sicurezza per gli stessi che vivono all’interno del locale. Noi siamo il paese dell’accoglienza – ha spiegato-ma anche quello delle regole che vanno rispettate».
Regole che hanno portato il sindaco spesso a finire nel mirino delle polemiche solo per aver emanato ordinanze che tenessero a ripristinare l’ordine «ricordare che ci sono regole per l’igiene personale come lavarsi id enti, lavare abiti o tagliarsi i capelli fanno parte delle norme emanate dal ministero della Salute. Per quanto riguarda l’ordinanza degli odori molesti anche questo è il frutto di una situazione diventata ingestibile».
A Palma Campania il numero maggior di bengalesi ha infatti spesso reso la convivenza ingestibile ma la città e lo stesso sindaco ogni giorno provano a mettere in campo altrettante iniziative per abbattere il muro della diffidenza ma con un obiettivo chiaro e imprescindibile: le regole ci sono e vanno rispettate da tutti. Su questo tolleranza zero.

