Ritorno al passato, a Pompei due ex sindaci pronti a candidarsi per la fascia tricolore
POLITICA
15 febbraio 2026
POLITICA

Ritorno al passato, a Pompei due ex sindaci pronti a candidarsi per la fascia tricolore

Claudio D'Alessio e Nando Uliano pronti a tentare la scalata a Palazzo de Fusco
Vincenzo Lamberti

A Pompei il passato bussa di nuovo alla porta. E lo fa con due nomi che hanno già guidato la città, pronti a rientrare da protagonisti in una corsa elettorale che si annuncia tra le più incerte e imprevedibili degli ultimi anni. La campagna per le comunali di primavera entra nel vivo e, mentre i partiti cercano una sintesi, sono soprattutto gli ex sindaci a catalizzare l’attenzione e a rimettere in movimento gli equilibri.

Il primo a uscire allo scoperto è stato Claudio D’Alessio, che ha già avviato la propria iniziativa politica con simboli e prese di posizione pubbliche. La sua strategia appare chiara: inserirsi in un quadro frammentato e intercettare consenso trasversale, approfittando delle incertezze altrui. D’Alessio punta a sparigliare le carte, consapevole che in una competizione senza un favorito netto anche una candidatura ben organizzata può diventare decisiva. Accanto a lui, sullo sfondo ma non troppo, torna a circolare con insistenza il nome di Nando Uliano. Un eventuale ritorno in campo dell’altro ex primo cittadino aggiungerebbe un ulteriore elemento di imprevedibilità, incidendo su più fronti e rendendo ancora più complessa la costruzione delle alleanze. In un sistema dove poche centinaia di voti possono spostare gli equilibri, ogni candidatura pesa il doppio.

La variabile più delicata resta però l’eredità politica di Carmine Lo Sapio, la cui scomparsa ha lasciato un vuoto umano e amministrativo. L’area che si riconosce nel percorso degli ultimi anni è alla ricerca di un punto di sintesi. In questo contesto prende quota il nome dell’attuale sindaco facente funzioni, Andreina Esposito, indicata come possibile erede naturale e figura capace di garantire continuità. Una candidatura che avrebbe un forte valore simbolico, ma che dovrà misurarsi con le dinamiche interne alla maggioranza. Tra queste spiccano le ambizioni di Peppe La Marca, determinato a ritagliarsi un ruolo di primo piano. La Marca guarda alla leadership come sbocco politico coerente del proprio percorso, ma la convergenza attorno al suo nome non è affatto scontata. Le trattative sono in corso e gli equilibri appaiono delicati.

Sul versante del Partito Democratico locale resta in piedi l’ipotesi Domenico Di Casola, già candidato nel 2020. La sua riproposizione potrebbe rappresentare un punto di ripartenza per il circolo cittadino, ma resta da verificare se tutto il Pd convergerà compatto su questa linea e, soprattutto, se la proposta riuscirà ad aggregare oltre il perimetro tradizionale del partito. Il quadro è fluido, mobile, ancora senza un baricentro definitivo. Gli ex sindaci tornano alla ribalta, il presente cerca una sintesi nel segno della continuità, i partiti misurano ambizioni e resistenze. Pompei si avvia così verso una primavera elettorale combattuta, con il passato che torna protagonista e un futuro politico ancora tutto da scrivere.