Bimbo con il cuore bruciato a Napoli. Ore decisive tra indagini e consulti internazionali
La vicenda del bambino di due anni che lo scorso 23 dicembre ha ricevuto un trapianto di cuore danneggiato presso…
Proseguono a ritmo serrato le indagini della Procura di Napoli per fare piena luce sulla drammatica vicenda del bambino di due anni e quattro mesi che, lo scorso 23 dicembre, ha ricevuto un trapianto di cuore rivelatosi gravemente danneggiato. Nelle ultime ore, i magistrati hanno ascoltato come persona informata dei fatti il cardiologo dell’ospedale Monaldi responsabile del follow-up post-operatorio. La figura del medico è finita sotto la lente degli inquirenti non solo per il suo ruolo tecnico nella gestione clinica successiva all’intervento, ma anche per una circostanza temporale ritenuta significativa: il professionista ha rassegnato le proprie dimissioni il 29 dicembre 2025, appena sei giorni dopo l’operazione fallita.
Bimbo con il cuore bruciato a Napoli. Ore decisive tra indagini e consulti internazionali
La vicenda del bambino di due anni che lo scorso 23 dicembre ha ricevuto un trapianto di cuore danneggiato presso…
L’inchiesta mira a ricostruire l’intera catena di eventi, dalla fase dell’espianto dell’organo, avvenuto a Bolzano, fino all’impianto nella sala operatoria del centro d’eccellenza partenopeo. I Carabinieri del Nas hanno già effettuato acquisizioni documentali in entrambi i siti coinvolti per verificare se vi siano state negligenze nella valutazione delle condizioni del muscolo cardiaco, risultato non idoneo solo dopo la conclusione della procedura chirurgica. L’obiettivo è accertare eventuali responsabilità professionali e capire se il danno all’organo potesse essere rilevato prima del trapianto, evitando così al piccolo paziente le gravissime complicazioni che ne sono seguite.
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Il coraggio della madre: «Spero ancora che mio figlio sia trapiantabile»
Mentre la magistratura cerca risposte giudiziarie, all’interno dell’Ospedale Monaldi si consuma una battaglia per la vita. Patrizia, la madre del bambino, continua a presidiare i corridoi del reparto di terapia intensiva, aggrappandosi a ogni barlume di speranza. «Stiamo attendendo i dottori, la riunione è ancora in corso. Io spero che mio figlio sia ancora trapiantabile, la speranza non la perdo», ha dichiarato la donna con estrema dignità, in attesa del verdetto dell’Heart Team. Il piccolo è attualmente tenuto in vita grazie all’Ecmo, l’ossigenazione extracorporea a membrana che sostituisce artificialmente le funzioni di cuore e polmoni, ma la sua finestra di sopravvivenza resta legata alla possibilità di un nuovo intervento risolutivo.
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Gli specialisti dell’Azienda Ospedaliera dei Colli sono riuniti in queste ore per valutare gli ultimi esami diagnostici. La decisione è estremamente complessa: bisogna stabilire se il quadro clinico generale del bambino, provato dalle settimane di assistenza meccanica e dalle complicazioni insorte dopo il primo intervento, consenta ancora di affrontare lo stress di un secondo trapianto. Nonostante la fragilità della situazione, l’ultimo bollettino medico ufficiale diramato dalla struttura indicava ancora l’idoneità del piccolo a ricevere un nuovo organo. La famiglia resta in attesa di un segnale dal Centro Nazionale Trapianti, sperando che un cuore compatibile diventi disponibile prima che le funzioni vitali del bambino cedano definitivamente.
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L’intervento del Ministro Schillaci: ispettori inviati a Napoli e Bolzano
Sulla vicenda è intervenuto con fermezza il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, sottolineando la necessità di una trasparenza assoluta per tutelare la credibilità del Servizio Sanitario Nazionale. «Dobbiamo assolutamente far chiarezza. Lo dobbiamo al bambino, alla famiglia, ma lo dobbiamo anche a tutti gli italiani», ha dichiarato il Ministro in un’intervista a Rainews 24. Schillaci ha confermato che, oltre al lavoro delle due procure e dei Nas, sono già operativi gli ispettori del Ministero inviati sia a Napoli che a Bolzano per verificare il rispetto dei protocolli clinici e organizzativi previsti per i trapianti d’organo.
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Il Ministro ha espresso vicinanza alla famiglia, ribadendo la fiducia nella magistratura e nell’eccellenza del sistema sanitario pubblico, pur non nascondendo la gravità di quanto accaduto: «Ci vuole lealtà da parte dei medici anche quando gli interventi non hanno il risultato sperato». Mentre gli ispettori ministeriali raccolgono elementi per la loro relazione tecnica, Schillaci ha concluso con un auspicio rivolto al futuro immediato del piccolo paziente, augurandosi che gli sforzi dell’Heart Team possano portare a una soluzione clinica positiva nonostante le criticità emerse negli ultimi due mesi.