Emergenza fango in Costiera Amalfitana: Sos di Archeoclub per la tutela del patrimonio
TERRITORIO FRAGILE
16 febbraio 2026
TERRITORIO FRAGILE

Emergenza fango in Costiera Amalfitana: Sos di Archeoclub per la tutela del patrimonio

Santanastasio: «La frana tra Vietri e Cetara riapre una ferita profonda. Il dissesto non colpisce solo la viabilità o l'economia locale, ma attacca l'integrità stessa di un modello di adattamento millenario»
Marco Cirillo

Il recente evento franoso che ha colpito il tratto di costa tra Vietri sul Mare e Cetara, innescato dalle violente precipitazioni dello scorso giovedì, ha riacceso i riflettori sulla fragilità cronica della Costiera Amalfitana. Non si tratta di un episodio isolato, ma dell’ennesima conferma di un equilibrio precario che minaccia uno dei siti più iconici del mondo. Sulla questione è intervenuto con decisione Rosario Santanastasio, geologo e presidente nazionale di Archeoclub d’Italia, sottolineando come il dissesto idrogeologico rappresenti oggi la principale insidia per la conservazione di un paesaggio che l’UNESCO tutela dal 1997.

Emergenza fango in Costiera Amalfitana: Sos di Archeoclub per la tutela del patrimonio

FOCUS | Il maltempo mina un territorio fragile, e i piani di sicurezza dormono nei cassetti

Il ticchettio della pioggia sui tetti delle case, sui terreni instabili, sui costoni in equilibrio della nostra regione è come…

Il valore del paesaggio culturale e il rischio di degrado
La Costiera Amalfitana non è soltanto una meta turistica di eccellenza; è, per definizione internazionale, un “paesaggio culturale mediterraneo”. Questa specificità deriva dall’armonica interazione tra una natura morfologicamente complessa e l’ingegno umano, che nei secoli ha saputo modellare i costoni rocciosi attraverso la creazione di terrazzamenti, borghi sospesi e infrastrutture idrauliche tradizionali. Tuttavia, proprio questa simbiosi è oggi il punto di maggiore vulnerabilità.

Emergenza fango in Costiera Amalfitana: Sos di Archeoclub per la tutela del patrimonio

Vietri sul Mare, frana un costone, sgomberate sei famiglie

Sono circa 50 i metri cubi di detriti che nel pomeriggio si sono distaccati dal costone roccioso a Vietri sul…

Secondo Santanastasio, la frana tra Vietri e Cetara riapre una ferita profonda. Il dissesto non colpisce solo la viabilità o l’economia locale, ma attacca l’integrità stessa di un modello di adattamento millenario. Se l’interazione tra uomo e natura smette di essere armonica a causa dell’abbandono dei suoli o della mancata manutenzione dei versanti, l’intero sistema rischia di collassare, compromettendo la fisionomia storica che rende la Costiera un esempio unico a livello globale.

 

Analisi tecnica delle cause: geomorfologia e prevenzione
Dal punto di vista tecnico, le cause dei cedimenti sono stratificate. La geomorfologia della Costiera è caratterizzata da pendenze elevate e da una copertura piroclastica che, in caso di piogge intense, tende a scivolare verso valle. Il presidente di Archeoclub evidenzia come la lettura scientifica del territorio sia un passaggio obbligato che non può più essere trascurato. La caratterizzazione geologica dei versanti deve diventare lo strumento principale per la pianificazione urbanistica e infrastrutturale.

 

L’approccio attuale, spesso basato sulla gestione dell’emergenza post-evento, viene criticato a favore di una “cura” preventiva. Molti dei fenomeni franosi potrebbero essere mitigati attraverso interventi di consolidamento e, soprattutto, mediante il ripristino delle opere di regimazione delle acque e la cura dei muretti a secco, che fungono da veri e propri presidi di sicurezza idrogeologica. La prevenzione è indicata come l’unica strada percorribile per evitare che la casualità meteorologica detti l’agenda della sicurezza pubblica.

 

Verso una Protezione Civile per i Beni Culturali
L’evento in Campania si inserisce in un quadro nazionale preoccupante, con criticità analoghe registrate recentemente in Puglia, Sicilia e Calabria. Questa continuità di emergenze ha spinto Archeoclub d’Italia a rilanciare una proposta istituzionale di alto profilo: il rafforzamento o l’istituzione di una branca della Protezione Civile specificamente dedicata ai beni culturali e ambientali.

 

L’idea è quella di creare una struttura coordinata capace di intervenire con protocolli scientifici sulla tutela dei monumenti, dei siti archeologici e dei paesaggi storici. Non si tratta solo di salvaguardare la vita umana, obiettivo primario di ogni soccorso, ma di affiancare a questo compito la messa in sicurezza di un patrimonio che, una volta perduto, non è recuperabile. Una Protezione Civile specializzata permetterebbe di censire i beni a rischio e di intervenire tempestivamente con tecniche di restauro preventivo e consolidamento strutturale, evitando che i danni del maltempo diventino definitivi.

 

Prospettive per il futuro della Costiera
La salvaguardia della Costiera Amalfitana è strettamente legata alla sua capacità di restare una meta turistico-culturale competitiva e sicura. Il dissesto idrogeologico, se non affrontato con una visione sistemica, rischia di allontanare i flussi internazionali e di impoverire il territorio. L’appello di Archeoclub si chiude con una richiesta di celerità: le istituzioni sono chiamate a una programmazione che unisca la competenza geologica alla sensibilità archeologica. Solo attraverso una gestione integrata sarà possibile garantire che la “meraviglia” della Costiera non resti solo un ricordo nei registri dell’UNESCO, ma continui a essere un patrimonio vivo e fruibile per le generazioni future.