Fondi per la formazione, il ministero stanzia 50 milioni per le Pmi del Sud
PICCOLE E MEDIE IMPRESE
16 febbraio 2026
PICCOLE E MEDIE IMPRESE

Fondi per la formazione, il ministero stanzia 50 milioni per le Pmi del Sud

Il piano nazionale 2021-2027 mette in campo finanziamenti a fondo perduto per la transizione verde e digitale delle piccole e medie imprese meridionali
Carlo Cafiero

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) accelera sul fronte dello sviluppo delle competenze nelle regioni del Sud Italia. Su indicazione del ministro Adolfo Urso, è stato ufficializzato lo stanziamento di 50 milioni di euro a fondo perduto destinati a sostenere la formazione del personale delle piccole e medie imprese del Mezzogiorno. L’intervento, che rientra nel più ampio quadro del Piano nazionale “Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027”, punta a riqualificare il capitale umano per affrontare le sfide tecnologiche, ambientali e digitali dei prossimi anni.

 

Destinatari e requisiti di accesso
Il provvedimento è rivolto specificamente alle PMI operanti in otto regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Le agevolazioni sono riservate alle società regolarmente iscritte nel registro delle Imprese che non si trovino in stato di liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali. Per accedere al contributo, le aziende devono disporre di almeno un bilancio approvato e depositato e risultare in regola con le prescrizioni relative all’assicurazione contro i rischi catastrofali, come previsto dalle recenti normative d’urgenza. Il contributo a fondo perduto coprirà, di norma, il 50% delle spese ammissibili sostenute per i percorsi formativi.

 

I settori strategici e le riserve per le filiere
L’iniziativa del Mimit non è generalista, ma si focalizza su comparti industriali ad alto valore aggiunto e tecnologico. Tra le aree d’intervento prioritarie figurano l’aerospazio e la difesa, la salute, l’alimentazione, l’industria intelligente e sostenibile, l’energia e l’ambiente. Ampio spazio è dedicato anche al turismo, al patrimonio culturale, alle industrie creative, all’agenda digitale e ai sistemi di mobilità intelligente. Un’attenzione particolare è rivolta ai settori storici del Made in Italy: una quota del 40% delle risorse totali è infatti riservata alle filiere dell’automotive, della moda, del tessile e dell’arredamento, comparti che necessitano di un forte impulso verso la sostenibilità e la digitalizzazione dei processi.

 

Tempistiche e modalità di presentazione delle domande
Le aziende interessate dovranno segnare sul calendario le date operative definite dal decreto direttoriale del 10 febbraio 2026. Lo sportello online, gestito da Invitalia, aprirà ufficialmente il 21 aprile 2026 e resterà attivo fino al 23 giugno dello stesso anno. I progetti presentati dovranno avere una durata massima di dodici mesi e le attività formative dovranno svolgersi obbligatoriamente presso sedi societarie situate nel Mezzogiorno. I percorsi formativi dovranno inoltre essere affidati a soggetti qualificati e indipendenti, con comprovata esperienza negli ambiti della Strategia nazionale di specializzazione intelligente e della transizione ecologica.

 

Costi ammissibili e premialità per i progetti sovraregionali
Il bando stabilisce soglie precise per l’entità dei progetti: i costi ammissibili per i quali è possibile richiedere l’incentivo devono essere compresi tra un minimo di 10.000 euro e un massimo di 60.000 euro. All’interno di questo budget possono essere incluse le spese per i formatori (comprese ore di docenza, viaggi e alloggi), i materiali e le forniture, l’ammortamento di strumenti e attrezzature, nonché i costi del personale dipendente relativi alle ore dedicate alla frequenza dei corsi.

È prevista inoltre una premialità per la collaborazione: i progetti “sovraregionali”, che coinvolgono fino a dieci imprese di almeno due diverse regioni del Sud, beneficeranno di un incremento dell’agevolazione pari a 20 punti percentuali per le micro e piccole imprese e di 10 punti percentuali per le medie imprese.

 

Criteri di valutazione e graduatorie
Non si tratterà di un “click day”, ma di una valutazione basata sul merito. Le domande saranno inserite in una graduatoria definita da punteggi specifici. I criteri principali riguarderanno la dimensione aziendale in termini di addetti, la proporzione del personale coinvolto rispetto al totale, la coerenza delle tematiche formative con gli obiettivi nazionali e l’eventuale appartenenza dell’impresa a un contratto di rete volto a rafforzare la filiera produttiva.