Giordano Bruno bruciò oggi a Campo de Fiori. Il suo esempio resta ancora attuale
MAESTRO DEL LIBERO PENSIERO
16 febbraio 2026
MAESTRO DEL LIBERO PENSIERO

Giordano Bruno bruciò oggi a Campo de Fiori. Il suo esempio resta ancora attuale

L’uomo che sfidò il dogma, il filosofo per eccellenza della libertà di pensiero, colui che osò pensare oltre i confini del suo tempo ed ebbe il coraggio di non arretrare mai
Serena Uvale

Oggi, oltre quattro secoli fa, le fiamme del rogo al Campo de ‘Fiori bruciarono il corpo di Giordano Bruno. L’uomo che sfidò il dogma, il filosofo per eccellenza della libertà di pensiero, colui che osò pensare oltre i confini del suo tempo ed ebbe il coraggio di non arretrare mai. Nemmeno davanti alla morte. Ancora adesso, Giordano Bruno ispira. Vittima dell’Inquisizione, preferì la morte piuttosto che l’abiura.

 

Il prezzo dell’infinito

Nato a Nola a metà del 1500, imparò che per comprende le cose, bisogna avere una prospettiva più ampia, che ogni orizzonte è solo un limite apparente. Giordano Bruno era un intellettuale che rifiutava l’idea di confine, che immaginava un universo infinito, senza centro, e se l’universo non ha centro, allora neanche l’uomo può averlo. L’intuizione di Bruno fu una frattura ontologica in un periodo storico in cui si cercavano dei punti fermi ai quali aggrapparsi, delle certezze che dimostrassero che un centro, attorno al quale tutto doveva ruotare, esisteva. Nel sedicesimo secolo quel centro era costruito in base alla visione tolemaica dell’universo, un cosmo chiuso rigidamente ordinato e centrato sull’uomo. Giordano Bruno fu l’uomo che mise in crisi queste idee, fece tremare la Chiesa e il dogma cattolico del tempo.

 

L’evoluzione dei dogmi

All’epoca riconoscere il dogma era semplice, verticale: c’era un’istituzione, aveva un nome, un tribunale che condannava senza giusto processo e senza contraddittorio. Quella del sedicesimo secolo era una società semplice, non si faceva domande non aveva i mezzi neanche per porle e non andava contro l’autorità, soprattutto se religiosa. Il dogma aveva un confine netto, da una parte l’ortodossia, dall’altra l’eresia. Oggi invece? In una società come quella contemporanea in cui lo sviluppo scientifico ci permette di avere certezze ragionevoli alle quali appoggiarci, i dogmi sono cambiati.

 

Politica, cultura, morale, ogni ambito ha le sue verità intoccabili, le sue formule obbligatorie. Ma non sono più dogmi semplici e verticali come quelli del sedicesimo secolo, sono complessi, reticolati, diffusi e la loro contestazione produce effetti diversi. I dogmi contemporanei non impongono il silenzio, ma l’allineamento, hanno un sistema più subdolo: non è censura ma consenso forzato. Tutto il mondo si regge sugli equilibri imposti da dogmi e la contestazione di essi.

 

Giordano Bruno ai nostri giorni

Il rogo di Giordano Bruno, l’abiura di Galileo Galilei, l’incarcerazione di Tommaso Campanella non sono riusciti a imporre i dogmi della chiesa cattolica. Oggi i roghi non ardono più le piazze, viviamo in un’epoca più libera in cui il dissenso può essere espresso in più modi ed è tutelato nel diritto internazionale, ma non è forse anche questo un dogma? I valori universalizzati tanto ostentati dall’Occidente come la democrazia, i diritti umani, il libero mercato, il benessere individuale sono tutti dogmi di una società che a volte, non riesce a guardare al di la dei propri confini geografici. In un contesto in cui tutto ci viene presentato come certezza l’esperienza di Giordano Bruno ci ricorda di continuare a interrogarci a stimolare il dissenso e il confronto.

 

I dogmi non sono spariti, e l’esperienza di chi ci ha rimesso la vita ci insegna che probabilmente non spariranno mai, Giordano Bruno oggi è un monito internazionale: pensare oltre i confini del nostro schieramento politico, guardare al di la dei nostri territori, dei valori della nostra cultura, della nostra idea di giusto e sbagliato, colui che riesce a fare ciò, è il vero custode della libertà.