Il campionato falsato: la farsa di Bastoni, i regali all'Inter e i torti al Napoli
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A poche ore dall’assemblea della Lega Serie A e dopo una domenica di polemiche infernali per il caso-Bastoni, il presidente dell’Inter, Giuseppe Marotta, rompe il silenzio per rispondere alle polemiche che stanno agitando il campionato. Con un intervento diretto, il dirigente nerazzurro ha respinto le accuse di presunti favoritismi, ribaltando la narrazione e richiamando l’attenzione sugli episodi che, nella passata stagione, avrebbero pesato negativamente sul cammino del club milanese.
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Il precedente del campionato scorso
Marotta ha esordito ricordando come la classe arbitrale e il designatore siano i medesimi dell’anno passato, stagione in cui l’Inter ha visto sfumare il titolo per un solo punto. “In occasione di Inter-Roma fu riconosciuto, a posteriori, un clamoroso calcio di rigore a nostro favore non concesso”, ha dichiarato il presidente, sottolineando come quell’errore avrebbe potuto “determinare l’esito finale del campionato”. Nonostante l’episodio decisivo, il club ha rimarcato di essersi attenuto alle decisioni del campo senza sollevare polveroni mediatici.
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La stoccata al Napoli e il caso rigori
Il focus si è poi spostato sull’attualità e, in particolare, sulla sfida contro i partenopei. Marotta ha lanciato una bordata esplicita citando l’episodio di Napoli-Inter: “Quest’anno l’Inter è intervenuta solo in un’occasione, quando fu decretato un calcio di rigore che ha incamerato la partita in modo diverso”. Il riferimento è alla massima punizione assegnata agli azzurri, definita dal presidente come un errore accertato dagli organi competenti. Il dirigente ha evidenziato come tale episodio sia paragonabile, per dinamica e impatto, a quanto avvenuto nell’ultimo turno di campionato, rivendicando coerenza nell’analisi dei torti subiti.
Appello alla responsabilità collettiva
Davanti a quello che ha definito un “malessere generale” del sistema calcio, Marotta ha invocato un’assunzione di responsabilità che coinvolga tutte le componenti: arbitri, società, allenatori e istituzioni. Il presidente nerazzurro non ha risparmiato i calciatori, lamentando una diffusa “ignoranza sui regolamenti” e chiamando in causa direttamente l’Associazione Calciatori. L’invito finale è a un dialogo costruttivo per superare le tensioni ed elevare il livello di competenza regolamentare di tutti i protagonisti in campo e fuori.