Rivoluzione al Maradona: sparisce la pista di atletica, spalti a ridosso del campo
IL RESTYLING
16 febbraio 2026
IL RESTYLING

Rivoluzione al Maradona: sparisce la pista di atletica, spalti a ridosso del campo

Il progetto definitivo di riqualificazione sarà presentato alla Figc e alla Uefa entro il prossimo luglio
Pasquale Santo

Lo stadio Diego Armando Maradona si prepara a cambiare volto definitivamente. Il Comune di Napoli ha ufficializzato il cronoprogramma per il restyling dello storico impianto di Fuorigrotta: il progetto definitivo di riqualificazione sarà presentato alla Figc e alla Uefa entro il prossimo luglio. La novità più attesa dai tifosi è la conferma dell’eliminazione della pista di atletica, un passaggio fondamentale per trasformare l’ex San Paolo in un moderno stadio “all’inglese”, in linea con gli standard internazionali richiesti per ospitare le grandi competizioni.

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Addio pista di atletica: il modello “Parco dei Principi”
L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione comunale è chiaro: abbattere le distanze tra spettatori e terreno di gioco. L’attuale configurazione ovale, eredità dei mondiali di Italia ’90, verrà superata attraverso la realizzazione di un nuovo primo anello. Le cifre del progetto parlano di una vicinanza estrema: le tribune arriveranno a soli 7,5 metri dal campo sul lato delle Curve e ad appena 6 metri sul lato dei Distinti.

 

“È impossibile che la pista di atletica rimanga”, ha spiegato l’assessore alle Infrastrutture Edoardo Cosenza illustrando il piano. “Per rispettare le regole Uefa bisogna avvicinare gli spettatori al campo. Seguiremo il modello adottato per tutti gli stadi di tipologia ovale più famosi al mondo, come il Parco dei Principi a Parigi, il Maracanà di Rio de Janeiro o il Monumental di Buenos Aires, dove si è costruito sopra la vecchia pista”.

 

Riapre il terzo anello: il Napoli non traslocherà
Una delle principali preoccupazioni della tifoseria riguardava la possibilità di dover giocare lontano da Napoli durante i lavori. L’assessore Cosenza ha tuttavia rassicurato l’ambiente: il restyling avverrà a blocchi, permettendo alla squadra di non lasciare mai Fuorigrotta. La chiave di volta è la riapertura del terzo anello, la parte superiore dello stadio chiusa da oltre vent’anni.

 

La chiusura dell’epoca non era dovuta a problemi strutturali di sicurezza, ma a “vibrazioni fastidiose” avvertite dai residenti dei palazzi adiacenti durante le esultanze dei tifosi. “Avendo a disposizione i posti del terzo anello — ha precisato l’assessore — potremo lavorare sul primo anello senza perdere capienza complessiva. Il Calcio Napoli potrà continuare a giocare al Maradona senza alcun problema logistico”. Resta invece un’incognita sulla Tribuna Posillipo, per la quale il Comune attende suggerimenti tecnici direttamente dalla società di Aurelio De Laurentiis.

 

Il futuro dell’atletica e l’impegno per Fuorigrotta
Il sacrificio della pista azzurra di Fuorigrotta non lascerà la città senza impianti per l’atletica leggera. Il sindaco di Napoli sta valutando diverse soluzioni alternative per ricollocare le attività sportive del territorio. Le aree individuate si trovano tutte nel quadrante occidentale della città: si ipotizzano interventi presso le strutture del Cus Napoli, nel Parco dello Sport di Bagnoli o in nuove aree dedicate all’interno del piano di rilancio di Bagnoli stessa.

 

L’operazione stadio, pur essendo accelerata dalla prospettiva di ospitare gli Europei del 2032, non è vincolata esclusivamente all’evento internazionale. L’amministrazione ha confermato che il piano di modernizzazione, che include il rifacimento dei servizi igienici e una nuova estetica esterna, proseguirà “in ogni caso”.

 

Un’estetica nuova per l’ex San Paolo
Oltre alla parte strutturale, il progetto prevede un restyling estetico volto a dare una nuova identità visiva all’impianto. Sebbene i dettagli architettonici della facciata esterna siano ancora in fase di rifinitura, l’orientamento è quello di una copertura o di un rivestimento moderno che possa integrarsi con il quartiere di Fuorigrotta, eliminando l’aspetto “brutalista” del cemento a vista che ha caratterizzato lo stadio negli ultimi trent’anni.

 

Il progetto riprende in larga parte le intuizioni elaborate dal Calcio Napoli nel 2015, segnando finalmente una convergenza tra l’amministrazione pubblica e le esigenze della società sportiva per rendere lo stadio un asset produttivo e funzionale 365 giorni l’anno.