Sanità Campania, Allarme del sindacato: «Fallito il ruolo unico della medicina generale, mancano centinaia di medici»
SANITA' IN PANNE
16 febbraio 2026
SANITA' IN PANNE

Sanità Campania, Allarme del sindacato: «Fallito il ruolo unico della medicina generale, mancano centinaia di medici»

l'idea del ruolo unico nella medicina generale è ormai da considerarsi "superata".
Marco Cirillo

Il Sindacato Medici Italiani (Smi) della Campania apre ufficialmente lo scontro sul modello di gestione della medicina territoriale, bocciando senza appello il cosiddetto “ruolo unico” e chiedendo un nuovo patto strategico per la categoria. In una nota ufficiale diffusa oggi, l’organizzazione sindacale ha tracciato un quadro critico della sanità regionale, evidenziando come la mancata assegnazione dei posti e la fuga dei professionisti stiano lasciando migliaia di cittadini senza assistenza di base, con punte di emergenza nell’area nord di Napoli e nelle zone interne.

 

La bocciatura del ruolo unico e della Legge Balduzzi
Secondo lo SMI, l’idea del ruolo unico nella medicina generale è ormai da considerarsi “superata”. Il concetto, introdotto circa 15 anni fa con la Legge Balduzzi, mirava a unificare funzionalmente il medico di famiglia e la continuità assistenziale (ex guardia medica). L’obiettivo era creare una connessione operativa costante tra le due figure per garantire assistenza sulle 24 ore.

 

Il sindacato denuncia tuttavia che tale connessione non è mai stata attuata, parlando di un boicottaggio “volontario” da parte della parte pubblica. Invece di una semplificazione, il processo avrebbe generato uno “sdoppiamento” della figura del medico di medicina generale, appesantendone il profilo burocratico a scapito di quello clinico. Lo SMI punta il dito contro le “scelte errate della parte pubblica” effettuate con il consenso di altre sigle sindacali, che avrebbero incrinato il rapporto di fiducia tra medico e paziente.

 

I numeri della crisi: assegnato meno del 50% dei posti
I dati forniti dal sindacato descrivono un’emorragia di personale senza precedenti. Nel dicembre dello scorso anno, la Regione Campania ha pubblicato i bandi per gli ambiti carenti di medicina generale relativi all’annualità 2025. Su un totale di 704 posti messi a disposizione, i medici che hanno accettato l’incarico sono stati meno della metà.

Questa carenza di adesioni è alimentata, secondo lo SMI, da due fenomeni convergenti. Il primo: disaffezione dei giovani. I neo-laureati e i medici in formazione tendono ad allontanarsi dalla medicina generale, preferendo altre specializzazioni o carriere all’estero. Il secondo: prepensionamenti. Tra i medici già in servizio da anni si registra un aumento esponenziale delle richieste di uscita anticipata dal lavoro, causato dal deterioramento delle condizioni professionali e dall’eccessivo carico amministrativo.

 

L’emergenza territoriale: il caso Marano e le aree interne
La distribuzione delle carenze non è uniforme, ma colpisce con estrema durezza le aree interne della regione, dove la mancata assegnazione dei medici di base sta diventando strutturale. Tuttavia, l’allarme rosso riguarda ora anche l’hinterland napoletano.

 

Nello specifico, lo SMI segnala una situazione definita “molto preoccupante” presso l’Asl Napoli 2 Nord, Distretto 38, che comprende il comune di Marano di Napoli. Qui, numerosi cittadini risultano attualmente privi del medico di famiglia poiché i bandi di assegnazione per coprire i vuoti d’organico non hanno prodotto i risultati sperati. La mancanza di medici titolari sta creando forti disagi alla popolazione residente, costretta a rivolgersi ai presidi di emergenza o a rimanere senza continuità terapeutica.

 

L’appello a Roberto Fico e la mobilitazione di Marano
A fronte di questa situazione, il sindacato ha lanciato un appello diretto al Presidente della Regione Campania, Roberto Fico. La richiesta è la convocazione di un’assemblea pubblica per discutere un “nuovo Patto per la medicina generale” che rimetta al centro il ruolo clinico del professionista.

 

Lo SMI contesta l’efficacia delle Aft (Aggregazioni funzionali territoriali), che avrebbero dovuto rappresentare lo strumento operativo per far cooperare i medici ma che, nei fatti, non sono mai decollate secondo il progetto originario. Per i prossimi giorni, il sindacato ha già annunciato l’organizzazione di un’assemblea pubblica proprio a Marano di Napoli. L’incontro sarà aperto a tutte le forze sociali e politiche interessate alla difesa della sanità pubblica e universale, con l’obiettivo di mettere a fuoco le criticità del ricambio generazionale e proporre soluzioni concrete per fermare la desertificazione medica sul territorio regionale.