Il boss Vincenzo D'Alessandro al 41 bis: «Comandava il clan di Castellammare dal carcere»
Il provvedimento firmato dal ministro Carlo Nordio si fonda su una corposa relazione firmata dal pm dell’Antimafia Giuseppe Cimmarotta. Tra…
Il padrino Vincenzo D’Alessandro è stato trasferito al supercarcere di Opera a Milano. In Lombardia il boss «poeta» (la settimana scorsa ha pubblicato un libro di poesie) è stato sottoposto al regime del 41 bis. Era in carcere ad Agrigento dal 2024 quando fu arrestato con l’accusa di essere il mandante di 4 omicidi, tra cui quello dell’ex consigliere comunale del pd di Castellammare Gino Tommasino.
Il boss Vincenzo D'Alessandro al 41 bis: «Comandava il clan di Castellammare dal carcere»
Il provvedimento firmato dal ministro Carlo Nordio si fonda su una corposa relazione firmata dal pm dell’Antimafia Giuseppe Cimmarotta. Tra…
Il carcere di Opera, alla periferia sud di Milano, è una delle strutture più importanti del sistema penitenziario italiano, sede di reparti di massima sicurezza e di numerosi detenuti sottoposti al regime penitenziario speciale 41-bis — il cosiddetto “carcere duro” pensato per isolare boss mafiosi, terroristi o criminali pericolosi e spezzare i legami con le organizzazioni criminali di appartenenza.
Castellammare. Cene di lusso e una scorta armata H24: la vita «blindata» di Vincenzo D'Alessandro
Cene di lusso portate sino alla sua abitazione e una scorta personale che lo sorvegliava giorno e notte. Attorno a…
Il 41-bis prevede restrizioni molto rigide: isolamento prolungato, colloqui limitati e controllo costante delle comunicazioni esterne. La popolazione carceraria di Opera è molto alta: si parla di oltre 1.300 detenuti nonostante una capienza regolamentare inferiore, con evidenti fenomeni di sovraffollamento e difficoltà gestionali. In passato, tra i detenuti al 41-bis di Opera sono passati alcuni tra i nomi più famosi della malavita italiana, spesso trasferiti poi in altri istituti per motivi di sicurezza o salute.
ESCLUSIVA. Il boss D'Alessandro al 41bis pubblica una raccolta di poesie: «Sono l'alibi della gente»
«La poesia è lo spazio dove posso essere ciò che desidero». Si legge anche questo verso tra le trenta composizioni…
Alfredo Cospito è probabilmente il nome più noto ad essere stato recluso in regime di 41-bis a Opera negli ultimi anni. Anarchico e attivista italiano, condannato nel 2012 per reati legati a fatti di terrorismo, è stato al centro di una lunga protesta con scioperi della fame contro il carcere duro. In passato, la struttura ha ospitato anche boss mafiosi di primo piano: Salvatore “Totò” Riina, storico capo di Cosa Nostra condannato a numerosi ergastoli, e Bernardo Provenzano, anch’egli tra i principali leader mafiosi italiani, sono stati detenuti qui prima di essere trasferiti in altri istituti a causa delle loro condizioni di salute e per motivi di ordine pubblico.. Attualmente, solo per fare qualche nome, al carcere di Opera sono rinchiusi i boss Umberto Onda del clan Gionta di Torre Annunziata, Sergio Mosca, ras del clan D’Alessandro, e Luigi Di Martino, alias o’ profeta, boss del clan Cesarano.