Il boss «poeta» di Castellammare, D’Alessandro, rinchiuso nel supercarcere di Opera a Milano
CARCERE DURO
17 febbraio 2026
CARCERE DURO

Il boss «poeta» di Castellammare, D’Alessandro, rinchiuso nel supercarcere di Opera a Milano

Il trasferimento del capoclan a Milano, ora è sottoposto al regime di 41bis
Michele De Feo

Il padrino Vincenzo D’Alessandro è stato trasferito al supercarcere di Opera a Milano. In Lombardia il boss «poeta» (la settimana scorsa ha pubblicato un libro di poesie) è stato sottoposto al regime del 41 bis. Era in carcere ad Agrigento dal 2024 quando fu arrestato con l’accusa di essere il mandante di 4 omicidi, tra cui quello dell’ex consigliere comunale del pd di Castellammare Gino Tommasino.

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Il carcere di Opera, alla periferia sud di Milano, è una delle strutture più importanti del sistema penitenziario italiano, sede di reparti di massima sicurezza e di numerosi detenuti sottoposti al regime penitenziario speciale 41-bis — il cosiddetto “carcere duro” pensato per isolare boss mafiosi, terroristi o criminali pericolosi e spezzare i legami con le organizzazioni criminali di appartenenza.

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Il 41-bis prevede restrizioni molto rigide: isolamento prolungato, colloqui limitati e controllo costante delle comunicazioni esterne. La popolazione carceraria di Opera è molto alta: si parla di oltre 1.300 detenuti nonostante una capienza regolamentare inferiore, con evidenti fenomeni di sovraffollamento e difficoltà gestionali. In passato, tra i detenuti al 41-bis di Opera sono passati alcuni tra i nomi più famosi della malavita italiana, spesso trasferiti poi in altri istituti per motivi di sicurezza o salute.

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Alfredo Cospito è probabilmente il nome più noto ad essere stato recluso in regime di 41-bis a Opera negli ultimi anni. Anarchico e attivista italiano, condannato nel 2012 per reati legati a fatti di terrorismo, è stato al centro di una lunga protesta con scioperi della fame contro il carcere duro. In passato, la struttura ha ospitato anche boss mafiosi di primo piano: Salvatore “Totò” Riina, storico capo di Cosa Nostra condannato a numerosi ergastoli, e Bernardo Provenzano, anch’egli tra i principali leader mafiosi italiani, sono stati detenuti qui prima di essere trasferiti in altri istituti a causa delle loro condizioni di salute e per motivi di ordine pubblico.. Attualmente, solo per fare qualche nome, al carcere di Opera sono rinchiusi i boss Umberto Onda del clan Gionta di Torre Annunziata, Sergio Mosca, ras del clan D’Alessandro, e Luigi Di Martino, alias o’ profeta, boss del clan Cesarano.