Caos Provincia di Salerno, Aliberti diffida il vicepresidente Guzzo: «Subito al voto, basta calcoli politici»
BUFERA SALERNITANA
17 febbraio 2026
BUFERA SALERNITANA

Caos Provincia di Salerno, Aliberti diffida il vicepresidente Guzzo: «Subito al voto, basta calcoli politici»

La crisi dell'ente provinciale ha avuto origine dalle dimissioni di Vincenzo Napoli dalla carica di sindaco di Salerno
Mario Memoli

Esplode lo scontro politico a Palazzo Sant’Agostino. Pasquale Aliberti, consigliere provinciale e capogruppo della coalizione composta da Forza Italia, Noi Moderati e Lega, ha annunciato l’invio di una formale diffida nei confronti del vicepresidente facente funzioni, Giovanni Guzzo. Al centro della contestazione vi è la mancata indizione delle elezioni per il nuovo Presidente della Provincia, atto che Aliberti ritiene urgente e non più procrastinabile a seguito della decadenza del precedente vertice.

 

La decadenza di Vincenzo Napoli e il vuoto di potere
La crisi dell’ente provinciale ha avuto origine dalle dimissioni di Vincenzo Napoli dalla carica di sindaco di Salerno. Tale scelta ha determinato automaticamente, per effetto della Legge Delrio, la sua decadenza anche dal ruolo di Presidente della Provincia. Aliberti punta il dito sulla gestione della transizione: mentre al Comune di Salerno è già operativo un commissario prefettizio per traghettare l’ente verso nuove elezioni amministrative, in Provincia la guida è rimasta nelle mani del vicepresidente Guzzo, consigliere comunale di Novi Velia. Secondo l’esponente del centrodestra, questa situazione rappresenterebbe un paradosso democratico, privo di una legittimazione elettorale diretta per la guida dell’ente di area vasta.

 

L’accusa di gestione del potere e il ruolo della Regione
Il capogruppo di FI-Noi Moderati-Lega solleva pesanti dubbi sulla regolarità politica dell’attuale gestione, parlando di un “meccanismo di potere” che andrebbe oltre le regole democratiche. Aliberti denuncia un presunto asse tra il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle, accusandoli di essere subalterni alle strategie di Vincenzo De Luca. Nel testo della sua nota, il consigliere ipotizza che la figura del vicepresidente Guzzo stia operando seguendo direttive esterne finalizzate al riposizionamento politico su Salerno e provincia, trasformando l’ente in uno strumento di spartizione di incarichi e poltrone anziché restituire la parola agli elettori (in questo caso i consiglieri e i sindaci del territorio, come previsto dal sistema di secondo livello).

 

Le tempistiche elettorali e l’ombra di nuovi calcoli
Il sospetto sollevato dall’opposizione è che il rinvio del voto provinciale non sia tecnico, ma funzionale a una precisa strategia elettorale: attendere l’elezione del nuovo sindaco di Salerno per poterne poi proporre la candidatura alla presidenza della Provincia. Aliberti bolla come “ridicole” le motivazioni addotte da Vincenzo Napoli per le sue dimissioni (“mancanza di prospettiva a un anno dal termine”) e sottolinea come questo stallo stia creando malumori silenziosi anche all’interno dello stesso Partito Democratico. Per il leader dell’opposizione, si starebbe forzando la norma per puri calcoli di convenienza politica, ignorando i tempi certi previsti dalla legislazione vigente.

 

La diffida e la richiesta di intervento al Ministero
L’atto di diffida che verrà notificato nelle prossime ore rappresenta l’ultimo passaggio formale prima di coinvolgere i livelli superiori di governo. Aliberti ha infatti ribadito che “Salerno non è uno Stato indipendente” e che le regole della Legge Delrio devono valere anche in Campania. L’obiettivo della mossa legale è spingere il Ministero dell’Interno e il Governo a monitorare la situazione di Palazzo Sant’Agostino, per evitare che la provincia resti in una fase di “stallo guidato” oltre i limiti consentiti. La richiesta è chiara: indizione immediata dei comizi elettorali per ridare una guida pienamente legittimata all’amministrazione provinciale salernitana.