Casco blu e sogni d’acciaio: a Carnevale due bimbi celebrano l’anima operaia di Fincantieri
CARNEVALE IN CITTA'
17 febbraio 2026
CARNEVALE IN CITTA'

Casco blu e sogni d’acciaio: a Carnevale due bimbi celebrano l’anima operaia di Fincantieri

Nel giorno delle maschere spuntano due tute blu davanti ai cancelli di Fincantieri: a Castellammare di Stabia il Carnevale diventa omaggio alla storia e all’orgoglio del cantiere navale più antico del Mezzogiorno.
Michele De Feo

Carnevale ha vestito oggi di sorriso e ironia anche i simboli del lavoro e della produzione industriale. In una foto che ha già fatto il giro dei social, due bambini, festanti e dallo sguardo curioso, sono stati immortalati con caschi e tute da operai di Fincantieri, mentre alle loro spalle si staglia il profilo imponente del celebre stabilimento navale di Castellammare di Stabia, cuore storico dell’industria navale italiana.

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La scena, leggera e gioiosa, ha catturato l’essenza di una città che da oltre due secoli è profondamente intrecciata alla costruzione navale. Il cantiere stabiese non è un semplice luogo di lavoro, ma un simbolo culturale e sociale: fondato nel 1783 per volontà di Giovanni Edoardo Acton sotto il Regno di Napoli, fu tra i primi grandi arsenali navali d’Europa, impegnato nella costruzione di fregate, corvette e navi da guerra per la Real Marina borbonica. Tra i battelli storici usciti dagli scali vi sono nomi come la corvetta Stabia del 1786 e la corvetta Flora del 1796, testimoni silenziosi delle tecniche artigianali di un’epoca ormai lontana.

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A Fincantieri è stata costruita anche l’Amerigo Vespucci, la nave più bella del mondo. Nel corso dei decenni, il cantiere ha attraversato periodi di splendore e difficoltà. Distrutto quasi completamente durante la Seconda Guerra Mondiale, ha dovuto essere ricostruito per tornare a produrre con vigore; negli anni Sessanta è passato sotto il controllo di Italcantieri, e dal 1984 è parte integrante del gruppo Fincantieri, uno dei più importanti colossi cantieristici a livello mondiale.

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Oggi il sito di Castellammare non si limita più alla costruzione di navi tradizionali: è impegnato in programmi complessi per la Marina italiana e partner internazionali, come la realizzazione di Logistic Support Ships (LSS), grandi unità che combinano capacità di trasporto logistico e supporto operativo. Una di queste, la “Atlante”, è stata varata nel maggio 2024 tra gli applausi delle maestranze e delle autorità militari. Ma la presenza quotidiana del cantiere va ben oltre la sua funzione produttiva: per molte famiglie stabiesi è fonte di reddito, identità e orgoglio. Non sorprende dunque che, in un giorno di festa come il Carnevale, i più piccoli scelgano di impersonarne i protagonisti: non eroi mitologici o supereroi, ma operai con la divisa da lavoro, simbolo concreto di una realtà che plasma la città da generazioni. “Se vogliamo comprendere Castellammare, dobbiamo comprendere i suoi cantieri”, commentano spesso storici locali. Qui, davanti ai giganteschi scafi in costruzione, si intrecciano il passato artigianale, le sfide della modernità e la speranza di un futuro fatto di competenze e tecnologie.

 

La foto dei due bambini in tuta da operaio è quindi più di uno scatto comico da social: è un simbolo di continuità, di eredità e di quella speranza che ogni generazione ripone nel lavoro e nei sogni. In una magnifica giornata di Carnevale, mentre adulti e bambini si lasciano andare ai travestimenti più vari, Castellammare di Stabia ha voluto ricordare a tutti che anche il lavoro — spesso duro, silenzioso, faticoso — può essere vissuto con leggerezza e orgoglio. E che a volte la serietà di una storia secolare può incontrare il sorriso spensierato di un bambino con un casco troppo grande e gli occhi pieni di futuro.