Emergono dettagli inquietanti dall'inchiesta della Procura di Napoli sul caso del bambino di due anni che, lo scorso 23 dicembre,…
TRAPIANTO AL MONALDI
17 febbraio 2026
TRAPIANTO AL MONALDI
C’è un nuovo cuore per il bimbo ricoverato al Monaldi di Napoli, la mamma convocata d’urgenza in ospedale
C'è speranza per le sorti del piccolo di due anni a cui è stato trapiantato un cuore deteriorato
Una nuova, fragile speranza si accende per Domenico, il bambino napoletano ricoverato all’ospedale Ospedale Monaldi dopo il trapianto di un cuore risultato non funzionante. In serata i medici hanno convocato la madre, Patrizia Mercolino: c’è un nuovo cuore disponibile, compatibile. Alle 22.30 si saprà se l’organo verrà assegnato proprio a lui, dato che altri pazienti sono in lista d’attesa. In caso di esito positivo, l’intervento scatterà immediatamente all’arrivo dell’organo. Ad annunciarlo è stato l’avvocato di famiglia Francesco Petruzzi, intervenuto in serata durante la trasmissione È sempre Cartabianca. Una finestra di speranza che si apre mentre il tempo continua a giocare contro il piccolo, in vita solo grazie a un macchinario di circolazione e respirazione extracorporea che, però, col passare dei giorni compromette progressivamente gli organi interni. La vicenda resta però segnata dalle ombre del primo trapianto fallito.
Il cuore, secondo quanto emerso dall’inchiesta della procura di Napoli, fu trasportato in un contenitore di vecchio tipo, nonostante il Monaldi disponesse di moderni box tecnologici in grado di monitorare costantemente la temperatura. La scelta sarebbe stata dettata da una mancata formazione del personale sull’uso dei dispositivi più avanzati. Un dettaglio tutt’altro che marginale: se fosse stato utilizzato il box tecnologico, il sistema avrebbe segnalato il freddo eccessivo – probabilmente causato dall’uso di ghiaccio secco – evitando il deterioramento dell’organo. L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci e dal pm Giuseppe Tittaferrante, vede al momento sei indagati per lesioni colpose, appartenenti alle due équipe che hanno curato espianto e trapianto. Il numero potrebbe aumentare se emergeranno responsabilità anche a Bolzano. Sul fronte clinico, il quadro resta drammatico.
Gli specialisti del Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, chiamati per un secondo parere, hanno evidenziato gravi danni: emorragia cerebrale, insufficienza multiorgano e soprattutto un’infezione non controllata che renderebbe estremamente rischioso un nuovo trapianto, a causa della necessaria terapia immunosoppressiva. Nonostante tutto, Patrizia Mercolino non si arrende e ha annunciato l’intenzione di chiedere un terzo parere. Per questo il Monaldi ha deciso di convocare un maxiconsulto: domani a Napoli arriveranno due esperti del Bambino Gesù insieme a specialisti da Padova, Bergamo e Torino.
Insieme ai medici partenopei dovranno stabilire se esistano ancora le condizioni per tentare un nuovo intervento e se sia possibile contenere le patologie concomitanti. Un verdetto che la famiglia attende con il fiato sospeso. Oggi alla madre è arrivata anche la telefonata della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha espresso solidarietà e assicurato il massimo impegno delle istituzioni. Della vicenda hanno parlato a Roma anche il ministro della Salute Orazio Schillaci e il governatore Roberto Fico, ribadendo la necessità di fare piena chiarezza. Intanto Domenico resiste. Le sue condizioni, fa sapere il bollettino medico, restano gravissime ma stabili. In ospedale e fuori, tra medici, magistrati e istituzioni, si consuma una corsa contro il tempo. E in quella corsa, stanotte, potrebbe giocarsi tutto.

