LIVE | Incendio a Napoli. Le fiamme distruggono il Sannazaro. Otto intossicati, due vigili feriti
Il rogo nel cuore di Napoli ha il sapore amaro della cenere e del fumo. Il Teatro Sannazaro, lo storico…
Napoli si è svegliata orfana. Un incendio devastante, divampato nelle prime ore dell’alba, ha ridotto in cenere il Teatro Sannazaro, lo storico palcoscenico di via Chiaia che per oltre un secolo e mezzo ha rappresentato il battito vitale della cultura partenopea. Quello che il fuoco ha restituito ai primi soccorritori è un paesaggio spettrale: la cupola non esiste più, il tetto è crollato sulla platea e i velluti rossi, che avevano accolto i più grandi artisti del mondo, sono ormai solo un ricordo soffocato dal fumo.
Le parole del Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco, giunto sul posto per coordinare le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza, non lasciano spazio a speranze immediate: “L’incendio ha compromesso l’intera struttura. Il crollo della copertura ha danneggiato gravemente i carichi portanti e l’interno è devastato. Stiamo lavorando per evitare ulteriori cedimenti”. Un verdetto che suona come un’epigrafe per uno dei teatri più belli d’Italia.
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Un tempio di gloria: da Scarpetta ai De Filippo
Inaugurato nel lontano 1874 sotto l’egida dell’aristocrazia napoletana e del duca Giulio Mastrilli, il Sannazaro è stato molto più di un edificio. È stato il luogo dove la commedia napoletana è diventata universale. Tra queste mura nacquero i successi immortali di Eduardo Scarpetta: titoli come “Santarella” e “Li nepute d’o sinnaco” segnarono epoche di trionfi, tanto da radicare nel popolo la convinzione che quel palco “portasse bene”.
Proprio qui, in un incontro che oggi appare quasi mitologico, si conobbero e avviarono la loro collaborazione Luigi Pirandello ed Eduardo De Filippo. Fu il Sannazaro a dare spazio ai “quasi sconosciuti” fratelli De Filippo nel 1932, lanciando quella rivoluzione teatrale che avrebbe cambiato per sempre il modo di raccontare la realtà.
La rinascita di Luisa Conte e il dolore di oggi
La storia del Sannazaro è stata una storia di cadute e rinascite. Dopo il degrado del dopoguerra, quando la sala era stata tristemente ridotta a cinema di basso profilo, furono Luisa Conte e Nino Veglia a compiere il miracolo. Nel 1971 lo riaprirono, restituendo alla città un teatro dal carattere popolare ma di altissima qualità, un ponte tra la tradizione e le nuove generazioni.
Oggi, sotto la direzione artistica della nipote di Luisa, Lara Sansone, il Sannazaro continuava a essere un laboratorio vivissimo, capace di ospitare i classici della tradizione con Benedetto Casillo e di innovare costantemente i linguaggi della scena. Vedere quel palco distrutto è un colpo al cuore non solo per chi ci lavora, ma per ogni napoletano che ha riso, pianto o sognato tra quelle poltrone.
Un vuoto incolmabile per via Chiaia
L’incendio non colpisce solo l’arte, ma l’anima di via Chiaia e del “salotto buono” della città. Mentre le istituzioni, con in testa il Sindaco Manfredi e il Ministro Giuli, promettono una ricostruzione immediata, resta lo sgomento per la perdita di arredi, stucchi e memorie storiche che nessuna ricostruzione potrà mai restituire nella loro autenticità originaria.
Napoli oggi piange la sua “Bomboniera”. Le fiamme hanno spento le luci della ribalta, ma la città già chiede a gran voce che il sipario del Sannazaro possa, un giorno, tornare ad alzarsi.