Il "Caveau" nell'intercapedine di casa. Sequestrato un milione di euro a Sant’Antonio Abate
Non cercavano tesori, ma polvere bianca. Eppure, quella che doveva essere una "normale" perquisizione antidroga si è trasformata in uno…
Agli arresti domiciliari con l’accusa di spaccio di cocaina nascondeva in casa quasi un milione di euro. Per Francesco Sanzone, 50 anni di Sant’Antonio Abate, è scattata una denuncia per ricettazione. La notte scorsa i carabinieri della compagnia di Castellammare, coordinati dal maggiore Giuseppe De Lisa, hanno effettuato una perquisizione nell’abitazione del pusher in via Stabia.
Il "Caveau" nell'intercapedine di casa. Sequestrato un milione di euro a Sant’Antonio Abate
Non cercavano tesori, ma polvere bianca. Eppure, quella che doveva essere una "normale" perquisizione antidroga si è trasformata in uno…
L’obiettivo era quello di ricercare tra i mobili dell’abitazione dell’uomo partite di sostanze stupefacenti. I militari hanno controllato ovunque ma di droga non ne hanno trovata traccia. Ma quando i carabinieri hanno smontato l’intercapedine ricavata nella porta di ingresso dell’abitazione, sembra di essere in un caveau di una banca.
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Soldi, tanti. Le banconote – quasi tutte da 50 euro l’una – erano custodite sottovuoto e messe al riparo da muffa o altro che avrebbe potuto deteriorarle. In una controsoffittatura i carabinieri hanno trovato altri soldi e anche dei fogli manoscritti che lasciano pensare a una rendicontazione di una probabile attività di spaccio.
E’ quasi l’alba quando i carabinieri hanno terminato la conta: 852.930 gli euro in totale che vengono sequestrati. Il 50enne è stato infine denunciato a piede libero per ricettazione. Il ritrovamento ha fatto scattare un’inchiesta sulla provenienza del denaro. Sul taccuino degli investigatori in questo momento ci sono tre domande cerchiate in blu: «Può un pusher ricavare dalla sua attività così tanto denaro? Sono soldi suoi o Sanzone custodiva questa cifra per conto di altri? Dietro di lui c’è un’organizzazione criminale più strutturata?».
Quesiti a cui i carabinieri vogliono dare una risposta il prima possibile. Il denaro sequestrato, nel frattempo, è stato trasportato nel deposito dei carabinieri ad Avellino, con Sanzone che attraverso i suoi legali potrà impugnare il provvedimento che ha avuto il placet della Procura di Torre Annunziata che sta coordinando l’inchiesta.
L’ennesima a carico del 50enne abatese noto alle forze dell’ordine per la sua attività di spaccio. Mai però a pensare che questa abbia potuto rendergli una cifra simile che solitamente viene incassata da organizzazioni criminali più strutturate. Francesco Sanzone è agli arresti domiciliari dal marzo del 2025. Insieme ad una cinquantina di pusher di tutta la provincia di Napoli è rimasto coinvolto in una maxi inchiesta condotta dai carabinieri di Torre Annunziata.
Un’indagine denominata «Amico Mio» è che in questi mesi sta riprendendo vita tra le aule di giustizia del tribunale oplontino e nelle sentenze dei giudici. Proprio l’altro ieri il suo presunto fornitore di cocaina, Nino Gemignani, è stato condannato a 13 anni di carcere. Tra la lista dei clienti del narcos di Torre Annunziata figurava anche Francesco Sanzone a cui sono contestati diversi capi d’imputazione per spaccio di sostanze stupefacenti.
Il 50enne, da quanto emerso dall’indagine si riforniva di cocaina a Torre Annunziata per poi rivendere il tutto al dettaglio a Sant’Antonio Abate nella zona di via Stabia, dove, a quanto pare, potrebbe essere attiva una fiorente piazza di spaccio. Sanzone, e va ricordato, non ha precedenti per associazione di tipo mafioso e non risulta legato a cosche di camorra del territorio.