La verità agghiacciante sul piccolo Tommaso: il cuore ha viaggiato in una scatola di plastica
Il caso del piccolo Tommaso, il bambino di due anni ricoverato all'ospedale Monaldi di Napoli, ha squarciato il velo sulle…
Emergono dettagli inquietanti dall’inchiesta della Procura di Napoli sul caso del bambino di due anni che, lo scorso 23 dicembre, ha ricevuto il trapianto di un cuore risultato poi danneggiato. Secondo quanto appreso nelle ultime ore, l’ospedale Monaldi disponeva dei box di ultima generazione per il trasporto degli organi, dispositivi dotati di sonde e display per il monitoraggio costante della temperatura. Tuttavia, l’équipe inviata a Bolzano per il prelievo dell’organo decise di non utilizzarli, ripiegando su un contenitore isotermico tradizionale in plastica, privo di qualsiasi tecnologia di controllo.
La verità agghiacciante sul piccolo Tommaso: il cuore ha viaggiato in una scatola di plastica
Il caso del piccolo Tommaso, il bambino di due anni ricoverato all'ospedale Monaldi di Napoli, ha squarciato il velo sulle…
Il paradosso tecnologico e la carenza di formazione
Dagli accertamenti della Procura partenopea emerge una verità che aggrava il quadro delle responsabilità. La scelta di adoperare un box di vecchio tipo, nonostante le linee guida suggeriscano caldamente l’impiego di strumentazioni moderne, sarebbe stata dettata da una lacuna operativa: il personale sanitario incaricato del trasporto non era stato formato per utilizzare i box tecnologici in dotazione alla struttura. Il cuore sarebbe stato quindi riposto in un contenitore tradizionale, dove l’uso improprio di ghiaccio secco al posto del normale ghiaccio avrebbe causato il congelamento e il conseguente danneggiamento irreversibile del tessuto cardiaco.
Bimbo con il cuore danneggiato. Ombre sulle dimissioni del cardiologo responsabile del follow-up
Proseguono a ritmo serrato le indagini della Procura di Napoli per fare piena luce sulla drammatica vicenda del bambino di…
L’arrivo degli ispettori da Roma
A fronte di queste rivelazioni e della gravità della vicenda, il Ministero della Salute ha disposto l’invio di un pool di ispettori. Gli inviati del Ministero arriveranno domani mattina a Napoli presso l’Ospedale Monaldi per verificare i protocolli seguiti e la gestione dell’intera operazione. Successivamente, la delegazione si sposterà all’ospedale di Bolzano, dove l’organo è stato espiantato, per ricostruire ogni passaggio della catena di trasporto. L’obiettivo dell’audit ministeriale è fare piena chiarezza sulle decisioni assunte dall’équipe, sulla scelta del contenitore e sul rispetto delle norme di sicurezza durante il trasferimento dell’organo verso il capoluogo campano.
La storia del cuore danneggiato mette in fuga i donatori. Si teme l'effetto rebound
Il sistema sanitario nazionale trema sotto i colpi dello scandalo scoppiato all'ospedale Monaldi di Napoli, dove al piccolo Tommaso, un…
Bollettino medico: stabilità nella criticità
Sul fronte clinico, le notizie restano improntate alla massima cautela. L’ultimo bollettino medico diffuso alle ore 15:30 dall’Azienda dei Colli riporta che le condizioni del bambino non presentano variazioni significative. Il quadro resta di “grave criticità”, con il paziente ricoverato in terapia intensiva sotto stretto monitoraggio assistenziale e strumentale. Il piccolo permane ufficialmente nella lista d’attesa nazionale per un nuovo trapianto, in attesa che si renda disponibile un organo compatibile che possa permettere una nuova valutazione clinica.
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La vicenda del bambino di due anni che lo scorso 23 dicembre ha ricevuto un trapianto di cuore danneggiato presso…
Il maxiconsulto dei luminari
Sempre nella giornata di domani, in concomitanza con l’ispezione ministeriale, si terrà al Monaldi il già annunciato “heart team”. Si tratta di un vertice di altissimo livello tra specialisti della cardiochirurgia pediatrica provenienti dai principali centri d’eccellenza italiani, tra cui il Bambino Gesù di Roma e le strutture specializzate di Padova, Bergamo e Torino. Gli esperti valuteranno collegialmente la situazione clinica del piccolo paziente per definire le migliori strategie terapeutiche possibili, in un clima di estrema tensione tra l’urgenza medica e la necessità di accertare le pesanti mancanze organizzative emerse dall’indagine giudiziaria.