L’America’s cup è un’occasione irripetibile per la Campania. Svolta ambientale ed economica
Nel luglio 2027 i riflettori si accenderanno sul Golfo di Napoli e tutti gli occhi del mondo saranno puntati su quelle miglia che diventeranno un terreno di gara. Napoli è stata scelta come teatro per l’America’s Cup il 15 maggio 2025, potremmo parlare di un sistema virtuoso tra Stato centrale e periferico, dove è stata superata finalmente la visione politica partitica. Napoli è stata lungimirante ad accogliere questa possibilità, perché eccetto che per i servizi urbani versati dal Comune di Napoli, la totalità dei fondi provengono dagli enti centrali, dalla Società Pubblica “Sport e Salute”, che si occupa della gestione, contrattualistica e legacy sportiva.
Del problema Bagnoli si parla da oltre trent’anni, considerando che Napoli già era stata teatro nel 2012-2013 dell’America’s Cup, molti avevano già giustamente evidenziato ai tempi che la scelta del lungomare Caracciolo non appariva lungimirante, perché con i fondi stanziati si sarebbe potuto intervenire su Bagnoli, proprio come si sta facendo oggi. Soprattutto nel 2014, non in molti ricorderanno, che il Comune di Napoli era in grave dissesto e così la finale, in corso d’opera, saltò a vantaggio di San Francisco.
Appare chiaro che ora che sono iniziati i lavori stiano emergendo delle problematiche connesse sia alla tipologia di terreno, poco drenante e caratterizzato dall’erosione costiera, che ai problemi delle polveri alimentati dalle copiose piogge e dal vento, che hanno fatto registrare dei livelli d’allerta superiori. E’ necessario realizzare un’analisi più ampia. Si è visto come in virtù delle normative di settore in materia ambientale, sempre più stringenti, i costi relativi alle attività di bonifica, smaltimento, intervento, sono incredibilmente elevati, per cui ciò implica che i privati, una volta realizzati i business plan, puntualmente facciano marcia indietro, considerando che nelle fasi di eventuali realizzazione dei lavori possano sorgere tutta una serie di problematiche non preventivabili, quali fenomeni naturali, vedasi la recente tragedia in Sicilia, e altri fattori non preventivabili, che scoraggiano ogni sorta di investimento.
Senza un intervento Statale che preveda la realizzazione di un’opera mirata, con una finalità, in virtù dell’esiguità economiche che attanaglia in maniera sistemica tutti i grandi Paesi, le opere non si realizzeranno mai. Avere la possibilità di un volano del genere fa sì che nel breve periodo si possa beneficiare di tutto l’indotto generato, ma soprattutto, in virtù degli attuali lavori globali realizzati, si possa creare una positiva valutazione di sostenibilità economica, che incentivi futuri investitori privati, spinti dal dover sostenere costi minori.
Si sta facendo un lavoro importante da parte di “Sport e Salute” nella persona del suo Presidente Marco Mezzaroma, sia perché si sta creando un sistema di vigilanza e controllo, ma anche di sinergie tra diverse istituzioni, che tende a replicare, in maniera ancora più forte ed internazionale, i risultati eccellenti che già sono stati raggiunti con il progetto Illumina di Caivano.
Anche nel caso di Caivano, quando il Governo aveva deciso di realizzare un impianto sportivo di quel livello in un territorio così complesso, in molti, come nella migliore delle tradizioni nazionali, avevano detto non si farà, non servirà, ed, oggi, sono quelle stesse persone che nuotano in quelle piscine e giocano su quei campi da tennis. L’America’s Cup come hub sarà oggetto di dibattito nel corso dell’evento Common Home, che avrà luogo il 16 aprile a Milano, in quanto progetto considerato di rilievo internazionale nell’ambito dell’ecosistema dell’innovazione.
Per cui ora è il momento di supportare tutti al meglio il lavoro sinergico di Governo e Comune, proprio ora che la politica in questo caso è riuscita a superare i limiti tipici, e soprattutto, allo stesso tempo, è utile il lavoro dei Comitati cittadini, che si devono dimostrare propositivi, proponendo soluzioni ed idee per migliorare il migliorabile, perché altrimenti c’è il rischio che uno dei posti più spettacolari della Nostra Nazione rimanga dimenticato come lo è stato negli ultimi trentanni Bagnoli e proprio così come era stata dimenticata Caivano.
*Magistrato

