L’ultimo abbraccio a Orazio Russo: il Massimino saluta la sua bandiera
Catania si è fermata, avvolta in un silenzio carico di commozione e rispetto. Il pomeriggio allo stadio Angelo Massimino non è stato un semplice addio, ma una solenne dichiarazione d’amore per Orazio Russo, l’eterna bandiera rossazzurra scomparsa prematuramente a soli 52 anni.
Il feretro, posizionato con simbolica solennità al centro del campo, ha ricevuto l’omaggio dei gruppi organizzati della Nord e della Sud, dei tifosi di ogni età e di una città intera che in “Renzo” ha sempre visto non solo il calciatore, ma l’uomo simbolo di appartenenza e riscatto. Tra cori strozzati dalle lacrime e fumogeni che hanno colorato il cielo di rossazzurro, il popolo etneo ha trasformato il dolore in un tributo leggendario.
Orazio Russo lascia un vuoto incolmabile, ma il suo ricordo resterà scolpito nell’erba di quel campo che lo ha visto protagonista. Come recitava uno striscione: “Le leggende non muoiono mai”. E Catania, oggi, ha promesso di non dimenticare.

