Il messaggio dell’Arcivescovo dopo il rogo al Sannazaro: «Napoli non si arrenderà»
NAPOLI FERITA
17 febbraio 2026
NAPOLI FERITA

Il messaggio dell’Arcivescovo dopo il rogo al Sannazaro: «Napoli non si arrenderà»

L'Arcivescovo si è rivolto alla proprietaria del teatro, Lara Sansone, descritta in lacrime dinanzi alla distruzione di un bene «di tutti noi»
Marco Cirillo

A poche ore dal grave incendio che ha colpito il Teatro Sannazaro in via Chiaia, il Cardinale Mimmo Battaglia, Arcivescovo di Napoli, ha diffuso una nota ufficiale di solidarietà e vicinanza alla città. Le parole del presule giungono in un momento di profondo sconforto per il comparto culturale partenopeo, scosso dalle immagini del fumo che questa mattina ha avvolto il quartiere e danneggiato pesantemente la storica struttura teatrale.

La vicinanza a Lara Sansone e alle maestranze
Nel suo messaggio, l’Arcivescovo si è rivolto direttamente alla proprietaria del teatro, Lara Sansone, descritta in lacrime dinanzi alla distruzione di un bene che Battaglia definisce “di tutti noi”. Assicurando che la donna non sarà lasciata sola nelle fasi della ricostruzione, il Cardinale ha esteso il proprio pensiero a tutte le categorie colpite: dalle maestranze agli artisti, fino ai residenti rimasti sfollati a causa del fumo e del pericolo e alla comunità parrocchiale di Santa Maria della Mercede.

Il valore della memoria e i danni alla struttura
Secondo quanto dichiarato dal Cardinale, il rogo non ha colpito soltanto “il legno antico di una cupola”, ma ha ferito un pezzo della memoria collettiva di Napoli. Battaglia ha richiamato l’eredità storica di un luogo che per quasi due secoli ha ospitato figure del calibro di Eduardo De Filippo, Luigi Pirandello e Luisa Conte. Nonostante i danni materiali evidenti, l’Arcivescovo ha sottolineato come il valore artistico e spirituale che ha abitato quelle sale rappresenti un fuoco che non può essere spento da un incendio accidentale.

L’appello alla responsabilità cittadina
L’intervento del Cardinale si è concluso con un forte richiamo all’identità resiliente della città. Ricordando come Napoli abbia imparato nei secoli a rialzarsi dalle proprie macerie, Battaglia ha chiesto alla cittadinanza un impegno concreto: diventare custodi della bellezza ferita e assumersi la responsabilità di proteggere il patrimonio comune. “Il Sannazaro tornerà”, ha affermato con certezza il porporato, chiudendo il suo intervento con una promessa di preghiera per quanti si sono svegliati questa mattina con la paura nel cuore.