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Non si ferma l’emergenza infortuni in casa Napoli. La società azzurra ha ufficializzato nel pomeriggio l’entità dello stop di Amir Rrahmani, uscito anzitempo durante la sfida di domenica scorsa contro la Roma. Gli esami strumentali, eseguiti presso il Pineta Grande Hospital sotto la supervisione dello staff medico del club, hanno confermato i timori della vigilia: si tratta di una lesione di alto grado al bicipite femorale della coscia sinistra. Un responso pesante che costringerà Antonio Conte a fare a meno del suo pilastro difensivo per un lungo periodo.
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Il comunicato del club e la diagnosi
La nota diffusa dal Napoli non lascia spazio a interpretazioni ottimistiche. La gravità della lesione, definita di “alto grado”, indica una compromissione significativa delle fibre muscolari, un infortunio che solitamente richiede tempi di recupero molto dilatati, oscillanti tra i due e i tre mesi a seconda della risposta del calciatore alle terapie. Il difensore kosovaro ha già iniziato l’iter riabilitativo presso il centro tecnico di Castel Volturno, ma il suo rientro in campo non avverrà prima della fase finale del campionato, lasciando un vuoto di difficile copertura nel reparto arretrato.
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Emergenza difesa per Antonio Conte
L’infortunio di Rrahmani rappresenta l’ennesima “tegola” per Antonio Conte in una stagione martoriata dai problemi fisici. Con questo stop, il numero complessivo di infortuni stagionali subiti dalla rosa azzurra sale alla preoccupante cifra di 35, un dato che interroga lo staff tecnico e i preparatori atletici sulla gestione dei carichi di lavoro. Per l’allenatore leccese si apre ora un vero e proprio rompicapo tattico: Rrahmani non era solo il leader silenzioso della difesa, ma anche l’uomo d’ordine capace di guidare i compagni di reparto nei momenti di massima pressione. Senza di lui, il Napoli perde fisicità e personalità nel cuore dell’area di rigore.
Prospettive e soluzioni tattiche
Nelle prossime gare, a partire dal prossimo impegno di campionato, Conte sarà costretto ad attingere alle risorse della panchina o a variare l’assetto difensivo. La speranza è che il recupero proceda senza intoppi, ma la prudenza sarà massima per evitare ricadute su un muscolo delicato come il bicipite femorale. Nel frattempo, l’iter riabilitativo seguirà una tabella di marcia rigorosa, che prevede una prima fase di terapie conservative e riposo, seguita da un graduale potenziamento muscolare prima del ritorno alla corsa. Per il Napoli si prospetta un finale di stagione in salita, con la necessità di stringere i denti e trovare nuovi equilibri per sopperire all’assenza di uno dei suoi uomini più rappresentativi.