Sviluppo del Sud, bando da 300 milioni per le aree industriali: come accedere ai fondi ZES
ECONOMIA
17 febbraio 2026
ECONOMIA

Sviluppo del Sud, bando da 300 milioni per le aree industriali: come accedere ai fondi ZES

Possono presentare domanda i Comuni con una popolazione superiore ai 5.000 abitanti che risultano dotati di aree PIP
Pasquale D'Errico

Una nuova iniezione di liquidità punta a rafforzare il tessuto produttivo del Mezzogiorno. Questa mattina, la Struttura di missione della ZES Unica ha pubblicato ufficialmente l’avviso pubblico per il finanziamento di infrastrutture nelle aree industriali di sette regioni meridionali: Basilicata, Campania, Calabria, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. La dotazione finanziaria complessiva è di 300 milioni di euro, attinti dalle risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) per il ciclo di programmazione 2021-2027.

 

L’intervento si focalizza sul potenziamento della competitività territoriale attraverso il miglioramento della viabilità, delle infrastrutture tecnologiche e dei servizi pubblici a supporto delle imprese. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere le aree industriali, produttive e artigianali del Sud Italia poli di attrazione più moderni ed efficienti per i nuovi investimenti, superando i deficit logistici che storicamente frenano lo sviluppo dei distretti produttivi meridionali.

 

Beneficiari e requisiti per la partecipazione
L’avviso stabilisce criteri precisi per l’accesso ai fondi. I soggetti che possono presentare domanda di finanziamento sono i Comuni con una popolazione superiore ai 5.000 abitanti che risultano dotati di aree PIP (Piani per Insediamenti Produttivi) regolarmente istituite e i Consorzi per le aree di sviluppo industriale (ASI), enti chiave nella gestione delle zone produttive regionali.

 

Le istanze dovranno riguardare investimenti strategici volti a elevare la qualità delle infrastrutture esistenti o a realizzarne di nuove. In particolare, i progetti potranno spaziare dal rifacimento della rete viaria interna ed esterna alle zone industriali, fino all’implementazione di servizi comuni digitali e ambientali che migliorino la resilienza e la logistica dei distretti produttivi. Non sono ammessi progetti che non dimostrino un impatto diretto sul miglioramento della fruibilità delle aree artigianali e industriali da parte delle imprese insediate o potenziali.

 

Modalità di finanziamento e tempistiche
La caratteristica principale di questa misura è l’erogazione dei fondi sotto forma di contributo a fondo perduto. Questa scelta tecnica, evidenziata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra, è finalizzata a garantire agli enti beneficiari una certezza delle risorse e tempestività negli interventi, eliminando le lungaggini tipiche del credito agevolato e permettendo una programmazione rapida dei cantieri.

 

Per quanto riguarda le scadenze operative, le domande dovranno essere trasmesse esclusivamente attraverso la piattaforma telematica dedicata messa a disposizione dalla Struttura di missione ZES. L’invio delle istanze sarà possibile a partire dalle ore 12:00 del 25 febbraio 2026 e il portale resterà aperto fino alle ore 23:59 del 15 maggio 2026. Questo lasso di tempo consentirà ai Comuni e ai Consorzi di perfezionare la progettazione tecnica necessaria per partecipare al bando, che richiede un livello di definizione progettuale tale da assicurare l’immediata cantierabilità delle opere.

 

Strategia politica e impatto territoriale
L’avviso si inserisce nel più ampio Piano Strategico della ZES Unica, lo strumento che ha accorpato le precedenti otto zone economiche speciali in un’unica grande area di attrazione per il Mezzogiorno. Secondo il sottosegretario Sbarra, l’operazione risponde alla visione del Governo di trasformare le risorse pubbliche in investimenti capaci di generare crescita duratura e occupazione. La misura punta a colmare il divario infrastrutturale che penalizza le imprese situate nelle aree meno connesse, trasformando le zone artigianali in hub competitivi. Con il potenziamento dei servizi pubblici e della logistica di “ultimo miglio”, l’obiettivo è creare le condizioni ideali per accogliere investitori nazionali e internazionali, stabilizzando l’economia locale per le future generazioni.