Il comitato degli esperti dice no al nuovo trapianto per il bimbo dal cuore bruciato
Trapianto al Monaldi
18 febbraio 2026
Trapianto al Monaldi

Il comitato degli esperti dice no al nuovo trapianto per il bimbo dal cuore bruciato

Gli esperti chiamati a giudicare la possibilità di una nuova operazione hanno espresso parere negativo
Andrea Ripa

Un nuovo capitolo di dolore e incertezza si è aperto oggi all’Ospedale Monaldi di Napoli, dove un comitato di esperti ha espresso parere negativo sulla possibilità di sottoporre a un secondo trapianto di cuore il bambino di poco più di due anni che da quasi due mesi lotta per la vita dopo un primo intervento finito tragicamente male. Il bimbo, originario di Nola, aveva subito lo scorso 23 dicembre un trapianto di cuore che, come emerso nelle settimane successive, era risultato gravemente danneggiato – secondo le indagini della Procura della Repubblica di Napoli, il tessuto dell’organo sarebbe stato compromesso da un trasporto non corretto, con l’uso di ghiaccio secco anziché dei dispositivi di conservazione a temperatura regolata, provocando una sorta di “bruciatura” del tessuto.

Da allora, il piccolo è ricoverato in terapia intensiva e assistito da un macchinario Ecmo per la funzione cardiaca e polmonare extracorporea. Le sue condizioni sono rimaste stabili ma gravissime, con evidenti segni di compromissione degli altri organi per il prolungato ricorso alla circolazione extracorporea. Nei giorni scorsi il caso ha attirato l’attenzione nazionale: dopo una prima valutazione di una struttura di riferimento — l’Ospedale Bambino Gesù di Roma — che aveva indicato un quadro clinico critico incompatibile con un nuovo trapianto, la direzione sanitaria del Monaldi aveva deciso di riunire un team di specialisti provenienti dalle principali équipe italiane di cardiochirurgia pediatrica, con l’obiettivo di rivalutare le condizioni del bambino direttamente al letto del piccolo. Nella serata di ieri erano arrivate notizie contrastanti: un nuovo cuore compatibile era stato reso disponibile nella lista nazionale, ma la decisione sull’assegnazione e sull’eventuale intervento era rimandata alla valutazione degli esperti convocati per oggi.

Questa decisione, attesa con ansia da familiari e sostenitori, si è però conclusa con il parere negativo del comitato di esperti, che ha ritenuto non appropriato procedere a un secondo trapianto in queste condizioni cliniche. L’azienda ospedaliera dei Colli, di cui il Monaldi fa parte, ha confermato la posizione del team, rimandando a future valutazioni cliniche e terapeutiche per definire possibili alternative. La vicenda ha inoltre travalicato l’ambito sanitario: la Procura di Napoli ha iscritto sei sanitari nel registro degli indagati per lesioni colpose gravissime, legate tanto all’errore nella conservazione e trasporto dell’organo quanto alla delicata gestione post-operatoria. I genitori del piccolo, sostenuti dal legale di famiglia, avevano tentato in queste settimane ogni possibile via per ottenere un nuovo cuore o anche pareri dall’estero, lanciando appelli pubblici e mediatici nella speranza di salvare la vita al loro figlio. Ora, con il parere negativo odierno, la battaglia si sposta su altri fronti clinici, etici e legali.