Dagli scarti ittici alla cura delle ustioni: in Campania la rivoluzione della bioeconomia
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18 febbraio 2026
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Dagli scarti ittici alla cura delle ustioni: in Campania la rivoluzione della bioeconomia

Presentato il progetto "Pepeco": trasforma i sottoprodotti dell'acquacoltura in materiali salvavita per la medicina rigenerativa
Pasquale D'Errico

La pelle di pesce, da scarto della filiera alimentare a risorsa preziosissima per la chirurgia plastica e il trattamento delle ustioni. È questo il cuore pulsante del progetto “Pepeco”, l’innovativa iniziativa presentata oggi dalla Regione Campania in occasione di Aquafarm 2026, la fiera internazionale di Pordenone dedicata all’acquacoltura e alle tecnologie innovative. Il progetto segna una svolta nel campo della bioeconomia circolare, dimostrando come l’integrazione tra ricerca scientifica marina e sanità pubblica possa generare soluzioni all’avanguardia per la medicina rigenerativa.

 

Una sinergia istituzionale per la medicina del futuro
Il progetto Pepeco nasce da un solido accordo di collaborazione che vede protagonisti tre pilastri dell’eccellenza campana: la Regione Campania, l’Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale Santobono-Pausilipon e la Stazione Zoologica Anton Dohrn. Finanziata attraverso il FEAMPA (Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura), l’iniziativa punta a valorizzare i sottoprodotti della filiera ittica mediterranea, in particolare pelle e collagene, per trasformarli in materiali biocompatibili ad altissimo valore aggiunto.

 

L’obiettivo primario è la produzione di fogli biocompatibili derivati dalla pelle di pesce, destinati specificamente al trattamento delle ustioni gravi e delle lesioni cutanee complesse. Parallelamente, la ricerca esplora l’estrazione di collagene marino puro da impiegare nella chirurgia plastica ricostruttiva, con applicazioni delicate e fondamentali come la correzione della labiopalatoschisi nei pazienti pediatrici.

 

Sostenibilità e bioeconomia: dare nuova vita agli scarti
L’iniziativa si inserisce nella più ampia strategia regionale di promozione dell’economia circolare. Trasformare ciò che prima era considerato un rifiuto in un presidio medico di eccellenza significa non solo ridurre l’impatto ambientale della filiera ittica, ma anche creare nuove opportunità di mercato per le imprese di acquacoltura del territorio. Fiorella Zabatta, assessora regionale alla Pesca e alla Biodiversità, ha sottolineato come il Programma Nazionale FEAMPA stia sostenendo il comparto sia attraverso bandi diretti alle imprese, sia mediante queste iniziative a titolarità regionale.

 

Secondo l’assessora, il progetto valorizza i sottoprodotti dei pesci mediterranei allevati, creando un ritorno diretto per le aziende locali. Questa collaborazione tra istituzioni e centri di ricerca permette di aprire nuovi spazi commerciali e promuovere una valorizzazione sostenibile della filiera, trasformando la Campania in un hub di innovazione per le biotecnologie marine.

 

L’impatto reale sulla salute dei pazienti
Il direttore generale dell’AORN Santobono-Pausilipon, Rodolfo Conenna, ha messo l’accento sulla ricaduta clinica del progetto. I biomateriali di origine marina, infatti, rappresentano una delle frontiere più promettenti della medicina rigenerativa moderna. Lavorare su soluzioni che coniugano l’efficacia delle cure con la sostenibilità ambientale significa guardare al futuro della sanità con responsabilità.

 

Per un ospedale pediatrico di eccellenza come il Santobono, disporre di materiali biocompatibili derivati dal collagene marino significa poter offrire trattamenti meno invasivi e più efficaci per i piccoli pazienti che devono affrontare interventi ricostruttivi complessi o lunghi percorsi di guarigione da lesioni cutanee. La “pelle hi-tech” derivata dal mare offre caratteristiche di rigenerazione cellulare straordinarie, spesso superiori ai materiali sintetici tradizionali.

 

Ricerca scientifica e crescita economica
A completare il quadro dell’innovazione è la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, ente di fama mondiale che attraverso il suo dipartimento di Biotecnologie Marine Ecosostenibili fornisce il supporto tecnologico necessario alla conversione delle risorse. Il Presidente della Stazione, il professor Roberto Bassi, ha evidenziato come Pepeco integri sistematicamente competenze scientifiche finalizzate alla valorizzazione responsabile del mare.

 

Il progetto dimostra che la tutela dell’ambiente e la crescita economica non sono obiettivi contrapposti, ma complementari: la creazione di fogli biocompatibili e collagene marino non solo salva vite e migliora le cure, ma genera indotto, occupazione qualificata e rafforza il ruolo della ricerca italiana nel panorama internazionale della bioeconomia circolare. La presentazione ad Aquafarm 2026 conferma dunque la Campania come regione capofila in una transizione ecologica che passa, letteralmente, attraverso la rigenerazione delle proprie risorse naturali più preziose.